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regolamento 1 fallacie di pertinenza


Intervenire nei bisticci ricreattivi significa accettare le tre regole fondamentali della comunicazione: (1) disponibilità al confronto con un unico obiettivo (2) la ricerca della verità e attraverso un'unica strada (3) la logica.
Ciò significa che a livello di contenuti ognuno è libero di esprimere i propri o anche altri, pretenziosamente, per fare l'avvocato del diavolo, insomma sui contenuti non ci sono limitazioni, nella forma, invece, ce ne sono una ventina. Ovvero un estratto di tutte quelle forme retoriche subdole definite fallacie (o sofismi o paralogismi) la cui definizione eloquente si può rintracciare banalmente su wikipedia (sono ragionamenti che appaiono come rigorosi e logici, ma che in realtà non sono validi).
La classificazione classica non mi piace molto (credo sia ora di rivederla alla luce delle nuove scoperte sulla comunicazione), per cui oltre a rimodellare gli elenchi in base a diverse categorie (linguistiche, semantiche e di pertinenza) ho aggiunto una quarta categoria che emerge dai massmedia in questi ultimi anni e che, evidentemente, in altri tempi non faceva presa, invece oggi... funzionano eccome. Questa categoria (relazionale), nonostante siano fallacie alla base della comunicazione, la tratteremo per ultima. Per ogni categoria scegliamo (scelgo io!) qualche fallacie tra quelle più comuni e con queste componiamo il regolamento. In fondo i bisticci così devono essere concepiti: come un gioco basato sulla comunicazione. Nel gioco ci sono delle regole da rispettare, un arbitro che chiama i falli e che assegna le punizioni. Vediamo allora quali sono le prime quattro fallacie della prima categoria, ovvero di pertinenza (sociali, informai o di rilevanza), che riguardano cioè lo stato sociale degli interlocutori e non prettamente ciò di cui stanno parlando:
1. captatio benevolentiae (ricorso all'adulazione) Un errore della forma seguente: la persona A viene adulata dalla persona B, la persona B fa l'affermazione X, quindi X è vera.
L'idea di base dietro a questo errore è che l'adulazione viene presentata al posto di una prova per accettare un'affermazione. Questo tipo di "ragionamento" è fallace perché l'adulazione non è una prova per un'affermazione. Questo è specialmente chiaro in un caso come questo: "Mio caro Bill, hai veramente una bella cravatta. Tra l'altro, è piuttosto chiaro che uno più uno fa quarantatre."
Tu mi insegni...
Nessuna persona intelligente, quali voi siete, potrà negare la verità di ciò che affermerò
Quella era un'idea davvero brillante. Non ho mai visto una difesa così chiara ed eloquente della posizione di Platone. Se non le spiace, baserò il mio scritto d'esame su quella. A patto che lei mi lasci un po' di tempo dopo la scadenza per lavorarci sopra.
2. ad auctoritatem (ad verecundiam, appello ad autorità impropria) un errore con la seguente forma: la persona A è (o si afferma che sia) un'autorità sull'argomento S, la persona A fa l'affermazione C sull'argomento S, quindi C è vero. Questo errore viene commesso quando la persona in questione non è un'autorità legittimata sull'argomento. Più formalmente, se la persona A non ha autorità per fare affermazioni affidabili sull'argomento S, allora l'argomentazione sarà fallace. Questo genere di ragionamento è fallace quando la persona in questione non è esperta. In questi casi il ragionamento è difettoso perché il fatto che una persona non qualificata faccia un'asserzione non dà alcuna giustificazione per l'asserzione. Questa può essere vera, ma il fatto che una persona non qualificata abbia fatto l'affermazione non dà nessuna ragione razionale per accettare la tesi come vera. Quando una persona cade preda di questo errore, sta accettando una tesi come vera senza che ci siano adeguate prove per farlo. Più specificamente, sta accettando la tesi perchè crede che la persona che fa l'affermazione sia un vero esperto e che quindi sia ragionevole accettare l'affermazione. Dato che la gente tende a credere alle autorità (e ci sono, infatti, buone ragioni per accettare alcune affermazioni fatte dalle autorità) questo errore è piuttosto comune.
Caso particolare di 'ad auctoritatem' è 'ad judicium' ove è il gran numero di persone che sostiene la tesi a costituire l'autorità: questa cosa è vera perché la pensano tutti vera!
Io voto quello per cui vota Totti.
3. ad hominem (prevaricante, ad personam, argomento contro la persona, abuso) le premesse dell'argomentazione attaccano le caratteristiche della persona che sostiene il contrario, il fatto che abbia interessi nel dimostrare la tesi (accusa di interesse), o che frequenti persone di dubbia reputazione (colpa per associazione).
Mamumba non può aver ragione perché è negro.
Caso particolare dell' ad hominem è il 'tu quoque' (o circostanziale) che sostiene la falsità di una tesi sulla base del fatto che chi la sostiene non la rispetta, arrivando a produrre paradossi logici del tipo
Il medico dice che fumare fa male, ma lui fuma, per cui non è vero
4. ad populum (appello all'emozione) ha la seguente forma: la maggior parte della gente approva X (ha emozioni favorevoli verso X), quindi X è vero. L'idea di base è che un'affermazione viene accettata come vera semplicemente perché la maggior parte della gente è favorevolmente incline verso l'affermazione. Più formalmente, il fatto che la maggior parte delle persone ha emozioni favorevoli associate all'affermazione viene sostituito al posto di una vera prova per l'affermazione. Una persona cade preda di quest'errore se accetta un'affermazione come vera semplicemente perchè la maggior parte del resto della gente approva l'affermazione. È chiaramente fallace accettare l'approvazione della maggioranza come prova per un'affermazione. Per esempio, supponiamo che un'abile oratore abbia convinto la maggior parte delle persone ad amare assolutamente l'affermazione che 1+1=3. Non sarebbe comunque razionale accettare quest'affermazione semplicemente perché la maggior parte della gente la approva. Dopotutto, la mera approvazione non è un sostituto per una prova matematica. Una volta la gente approvava affermazioni come "la terra è piatta", "gli umani non possono sopravvivere a velocità superiori ai 40 chilometri all'ora", "il sole gira attorno alla terra" ma si scoprì che tutte queste affermazioni sono false.
Siamo stufi che questi extracomunitari ci rubino il lavoro e ci stuprino le mogli
06/01/2012 in fondo siamo solo macchine per emozioni
29/12/2011 l'anarchia è già in mezzo a noi
24/12/2011 la base romantica della MIA (geni)anarchia
23/12/2011 il futuro è in una rete di (geni)anarchie
26/05/2010 regolamento 0 fallacie comunicative
25/05/2010 regolamento 3 fallacie linguistiche (in dictionem)
12/05/2010 regolamento 2 fallacie semantiche (extra dictionem)














