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parola d'ordine descolarizzare

Da un po' di tempo mi sto accorgendo che mi capita sempre più spesso di cominciare lo studio di nuove materie prima di aver concluso le precedenti. Cominciare nuovi mastodontici progetti, lasciando a metà i precedenti. Nonostante ogni anno con i migliori propositi decida di cosa occuparmi e cosa rimandare, comincio ogni singola giornata dedicando il tempo libero alla cosa che mi interessa di più in quel momento, trascurando ovviamente le altre. Passa una settimana, un mese, un'anno e degli argomenti lasciati in secondo piano neanche mi ricordo più.
Ecco la soluzione. Neanche particolarmente difficile: uso questo stesso sito! Nel giro di poche settimane di routine non estiva (ad attività completamente a regime) ho verificato nella settimana quante ore libere ho; non entro nei dettagli numerici, perché ognuno avrà i propri; il discorso funziona sia che il numero finale sia quattro, sia che sia trenta. Poi ho fatto un elenco di tutte le cose che vorrei studiare (in realtà mi sono fermato a ventitrè). Le ho divise in gruppi a seconda della tipologia: attività fisica, attività creativa, studi scientifici e studi umanistici, perché vorrei portare avanti contemporaneamente almeno una attività per ognuna di queste tipologie. Quindi alla fine mi sono trovato con quattro liste dalle quali ho scelto la prima attività per ogni lista: danza/pilates per l'attività fisica, creazioni netfuturiste per la seconda tipologia, teoria dei giochi come studio scientifico e linguistica sotto studi umanistici. Ho deciso sia quante ore dedicare ad ogni 'materia' che quali, suddividendo nella settimane le materia in maniera uniforme.
Alla fine mi sono trovato in mano un fogliettino (un piano di studio) che mi ricordava tantissimo l'orario di scuola dove (1) le materie le ho scelte io in base alle mie necessità personali e gusto, (2) le ore le ho decise io sia il numero che la collocazione. Ancora una volta mi son trovato a pensare: fintanto che ero a scuola non sopportavo l'impostazione/imposizione, ora che lo faccio spontaneamente, tendo a riprodurre lo schema, che mi è sembrato efficace, con gioia e grandi aspettative? Strano... ma non troppo.
Il materiale da studiare da dove lo prendi? Eh, se stai leggendo questo articolo in internet, non dovresti neanche porla questa domanda, ma grazie perché mi dà l'occasione per evidenziare anche il punto numero (3) decido io anche il programma!
A distanza di qualche settimana posso anche confermare che funziona: ho trasformato il mio tempo disordinatamente e infruttuosamente libero in una sorta di auto.scuola, anzi visto che preferisco parlare di descolarizzazione, di non.scuola.
Se ti piace il modello e lo vuoi riprodurre, ti lascio alcuni consigli: le ore non troppe non poche e modifica l'orario mano a mano che ti accorgi che non ci riesci o che puoi fare di più. Sii gentile con te quando decidi le cose a tavolino e rigido quando le applichi: se vedi che puoi fare di più imponitelo, se vedi che non ce la fai, datti una pacca sulla spalla e rilassati. Se ti sembra una metodologia troppo asfissiante, non usarla. Io credo che sia colpa del fatto che sono stato tirato su con questo sistema il motivo per cui non riesco ad organizzarmi in maniera più (per così dire) caotica. Invidio chi riesce ad ottenere risultati senza il bisogno della simulazione di tutte queste sovrastrutture; ma per chi, come me, non riesce, possono essere un ottimo scamotaggio e anche un insegnamento: chi ha bisogno della scuola quando possiamo farcela da soli?



