By A Web design Company
sbugiardino

Fino a qualche secolo fa, si diceva che ogni cosa è ammessa in amore e in guerra. Anche mentire. Anzi... le donne giudicano romantiche le bugie che dicono gli uomini per conquistarle. Gli uomini sanno di mentire pur di avere... quello che vogliono. Le donne sanno che gli uomini stanno mentendo, anche se magari un po' sperano che no, ma sotto sotto lo sanno. E il gioco continua così e va bene a tutti. Da un po' di tempo quel detto dovrebbe essere esteso così 'in guerra, in amore e in pubblicità tutto è concesso'. La stessa malattia comunicativa è accettata da entrambe le parti (chi compra e chi vende) e il gioco continua. Mentre le pubblicità propinano menzogne sempre più spudorate, non solo nessuno si lamenta più, ma neanche ci si fa più nemmeno caso. E allora è consentito dire di tutto. Esistono prodotti che se spalmati ti fanno ricrescere i capelli, altri che, se assunti con una regolare attività fisica e dieta ipocalorica, ti fanno dimagrire, altri che ti fanno diventare bella, shampoo con dentro vero polvere di diamante, e se giochi alle lotterie vinci subito! Non importa che la probabilità di vincere sia inferiore a quella di chiamare Naomi Campbell facendo un numero di cellulare a caso e che lei te la dia. Comunque sia, anche se la probabilità è bassissima, in pubblicità è lecito dire: chiama un numero a caso, ti risponderà Naomi Campbell e te la darà !
Allora ho deciso di fare un gioco. Man mano che ne trovo, pubblico le pubblicità con le castronate più grosse, un po' per vendetta, un po' per didattismo (non si finisce mai di imparare a dire bugie). Proprio qui, in questa rubrica.
chiedilo a loro... perché devi dare i soldi a noi!
Straordinario impegno retorico comunicativo della chiesa che ritiene giusto ricevere i tuoi soldi a causa del lavoro di altri. Guarda il video sotto: Zenilda, Maria, Davide sono persone che hanno fatto o ricevuto servizi sociali (volontariali?) per i quali dovremmo pagare la chiesa, ma *ehm* se sono volontariato?
Come funziona la cosa? C'è della buona gente che fa del lavoro sociale utile che deve essere pagata dalla chiesa? Oppure non verranno comunque pagati, ma qualcuno lo stesso vuole intascare soldi? Non abbiamo già strutture che si occupano di questo? Non hanno abbastanza risorse per coprire tutto? Bene, diamogliene di più, perché invece dovremmo delegare alla chiesa la cura del sociale?
E soprattutto, se sono Zenilda, Maria e Davide che fanno delle cose (metti caso sia vero!) io a loro voglio dare dei soldi, perché li dovrei dare a qualcun altro?
Va bene che la religione si occupi del sociale , ma che non lo usi come scusa per giustificare il danaro ed il potere di cui si fa detentrice.
Quest'anno salva qualche bambino: devolvi il tuo ottopermille al microintimismo.
al manichino e alla modella dai un panino con la mortadella
Sabato giravo per shopping e, vetrina dopo vetrina, non riuscivo a smettere di pensare che manichino di questa stazza non mi fanno pensare quanto vorrei io una donna così, ma quanto vorrebbero loro un panino con la mortadella.
Io non so chi gliel'ha detto a questi stilisti, vetrin designer che a me debbano piacere 'sti stuzzicadenti diafani; non per qualche sorta di moralismo, una donna butriga piace meno anche a me, son cresciuto così, ma anche alla magrezza c'è un limite. L'idea sociale contemporanea di una donna grassa è la pigrizia e lo scarso amor proprio; una donna in forma dà l'idea di dinamismo, stimoli continui, capacità di affrontare energicamente la vita, ma una donna magra (come i manichini delle vetrine) dà l'idea di una donna malata, non è erotizzante, non è accattivante.
Altre volte mi son chiesto da dove arrivasse l'ideale anoressico della bellezza che hanno le adolescenti; vabbè le modelle, ma quelle stanno là . E invece i manichini: postura da star, vestiti sempre alla moda e anche la posizione; loro stanno in vetrina, guardati da tutti, chi non vorrebbe essere al posto loro nell'era massmediatica dove il divo è tutto e il fan è il nulla che sostiene il tutto?
L'impotenza che ho provato girando per vetrine è il non poter dire a nessuno che potesse farci qualcosa, che a me, pavido medio borghese, uomo di mezz'età , questi manichini non piacciono, ci vorrei un otto/dieci chili in più. Ma, come per televisione, davanti alla vetrina il consumatore non ha voce in capitolo.
In questo blog invece ce l'ho eccome: infatti voglio proporti un'azione massiva di vandalismo sociale; ho preparato, e lo trovi a fondo di questo articolo, l'immagine per uno sticker, che quindi ti puoi stampare su carta adesiva, da attaccare davanti ad ogni vetrina con manichini non solo anoressici, ma anche lievemente sottopeso: al manichino e alla modella dai un panino con la mortadella.
Sì, sì, è un atto vandalico, ma se potesse servire anche solo un poco poco a far capire a quelle ragazzine che guardano ammirati i manichini che non è così che i ragazzini le vogliono, avremo salvato la qualità di qualche vita: ne vale la pena, no?
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lasciatemi sognare
Cinque cose voglio dalla vita
- Un lavoro che mi gratifichi e che serva a qualcosa/qualcuno, in pratica lasciare questa vita un pochettino meglio di come l'ho trovata.
- Avere sempre un po' di tempo per studiare e informarmi degli argomenti che mi piacciono e che mi interessano, perché il mondo lo ha fatto un creativo: per quanto lo conosci, ce n'è sempre di più da scoprire.
- Vorrei una casa e una famiglia, moglie e figli, in buona armonia e amici con cui con confrontarmi e assieme ai quali crescere.
- Tempo per fermarmi a riposare e a riflettere.
- Spazio e modo di creare qualcosa di nuovo, che comincio a credere che creare è l'atto d'amore più grande che si possa immaginare.
Tra queste cose, i soldi entrano solo per la casa. La prima casa... uno dei diritti più importanti che si possa voler garantire ad un popolo, subito dopo il cibo e la salute, o forse assieme. Un sogno sarebbe che fosse garantita a tutti. Per il resto i soldi non mi servirebbero. Sono io, le persone che mi stanno attorno e il rapporto che riesco a costruire con loro i veri artefici della mia felicità e il miglior sogno che io possa realizzare.
Se io fossi il re di un popolo e volessi cambiare il mio popolo, così lo vorrei cambiare. Mai lancerei a portata nazionale smaccati messaggi etici di invito alla percezione dei soldi, grosse quantità di soldi, come unica e sola fonte di felicità . Una fonte esterna. Che non dipende da noi. Ma pensaci, cazzo: quando sei convinto che la tua felicità non dipenda più da te, tu diventi uno schiavo!
Ora un altro sogno piccolino piccolino: riguarda lo spot che ti ho linkato qui sotto. Pensaci un po' su... e odialo con tutto il cuore. 'Sti figli di puttana ti vogliono levare il controllo della tua vita e tu vendicati: non dargli una lira. Non partecipare mai più ad un gioco d'azzardo. Neanche alla tombola di natale. Per protesta, per passare il messaggio. Devono smetterla di cercare di batter cassa sulla felicità della gente, con l'inganno, con queste droghe. 'Sto branco di falliti al governo, quando si ricorderanno che il loro compito non è far quadrare i conti, ma garantire la felicità del loro popolo per le prossime cinquanta generazioni, si seppelliranno dalla vergogna, intanto voltiamoci dall'altra parte.
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Lasciatemi sognare con la schedina in mano
Vorrei una via per produrci il vino
Io sogno un parco per il mio bambino
Di un grande film sarò il produttore
Voglio champagne ghiacciato a tutte le ore
Darò ai miei figli un futuro splendente
Della mia squadra sarò il presidente
Con un sistema in ricevitoria
Si sistema la mia compagnia
Un milione a Giulio un milione a Maria
Voglio fondare la mia scuderia
Faccio una follia ti prendo e ti porto via
Lasciatemi sognare con la schedina in mano
Lasciatemi sognare sono un italiano
Gioca il giusto
inganno pubblicitario: se lo conosci lo eviti
Andiamo ad analizzare un altro simpatico inganno linguistico degli spot che impera in questi giorni nei media. Ti ricordi che tempo fa parlammo della capacità di interpretazione linguistica di anticipare la fine di un discorso? In pratica, spesso conosciamo già le ultime parole di una frase prima che vengano pronunciate al punto che se non vengono pronunciate non ce ne accorgiamo. Dai un'occhiata allo spot che ti ho linkato sotto. Al 13esimo secondo trovi una frase troncata prova a finirla:
Una bella fetta di torta! Buona, forse però è un po' troppooo...
1. sagomata
2. australe
3. grassa
4. antiliberale
Fatti aiutare dallo spot prima...
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Esatto! Hai indovinato. Proprio come tutti: non serve che una pubblicità dica una falsità , affinché noi riusciamo a sentirla. Ma attenzione, la falsità non sta nel fatto che la torta sia grassa (comunque se fatta in casa e bene, anche meno di una merendina qualsiasi), ma nel fatto che kinder bueno si contrappone alla torta di cui è stato fatto ad intendere che sia grassa e quindi kinder bueno non lo è: è lo snack sfizioso, ma leggero. Beh, certo, dirai tu, lo sanno tutti. Già , ma nota in che punto della pubblicità viene detto... esatto: mai! Bontà a cuor leggero lascia ad intendere che lo snack sia leggero e la contrapposizione con la torta che sia una valida alternativa di qualcosa di grasso. Ma è vero? Stante che con la ciccia e i brufoli, kinder bueno è già finito al dito come pubblicità ingannevole, ora ritorna; la risposta è sul sito della ferrero (cosa più ufficiale di così?): 38% di grassi, decidi tu!
lo spot della giovanni xxiii è solo di cattivo gusto o è proprio illegale?
Dopo aver visto una sequenza di immagini che ritrae una casa famiglia prendersi cura (tra gli altri) di un dolcissimo bimbo in carrozzella, sono tornato a chiedermi a che punto era la legge sull'uso dei minori contro l'abuso dei naturali sentimenti degli adulti per i più giovani.
L'idea che povero piccolo è in sedia a rotelle ma fortuna c'è qualcuno che si prende cura di lui, porta dritto a sensi di colpa che sono facilmente espiabili con un giroconto alla giovanni xxiii: sostieni anche tu le case famiglia!
Ok, forse è vero. Forse davvero qualcuno si prende cura del piccolo, e se è così, questo qualcuno potrebbe rendersi conto che il piccolo finirà , a livello di credibilità , tra dash lava più bianco che più bianco non si può e danaos previene l'osteoporosi? Come fa a non venirti in mente l'immagine del mendicante che ostenta le proprie deformità per far crescere le donazioni?
Ho pensato: ma se facesse la stessa scelta la coca cola? Spesso le grandi marche cercano di piegarti con campagne buoniste compra il nostro prodotto, costa un pacco, ma un euro lo diamo ai morti di fame che non possono coltivarsi un pasto, perché tutta la terra l'abbiamo recintata noi per venderti un prodotto ad un pacco di soldi. Non ricordo chi sia stato l'ultimo, deve essere passato tempo, che ha avuto il cattivo gusto di giocare sulla compassione per chiedere soldi.
Poi mi è tornata in mente una vecchia legge sull'abuso dei minori (di 14 anni) in pubblicità . Sono andato a riguardare in rete a che punto era e ho scoperto che la prima legge Gasparri è dell'aprile 2004 e vieta l'utilizzo dei minori in pubblicità , a marzo del 2005 questa legge è stata abrogata. La cosa più recente che ho trovato è il d.lgs.145 del 2007 che all'art. 7 bambini e adolescenti recita
1. E' considerata ingannevole la pubblicita' che, in quanto suscettibile di raggiungere bambini ed adolescenti, abusa della loro naturale credulita' o mancanza di esperienza o che, impiegando bambini ed adolescenti in messaggi pubblicitari, fermo quanto disposto dall'articolo 10 della legge 3 maggio 2004, n. 112, abusa dei naturali sentimenti degli adulti per i più.
Per me questo spot non è solo di cattivo gusto, è proprio illegale. Non che questo sia mai stato un problema per la chiesa.
Non ho trovato un link dello spot in rete, ma solo una sorta di backstage, te lo linko per darti un'idea...
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l'asino di buridano pubblicitario
Tu dimmi un concetto qualsiasi che io te lo faccio diventare un valore!
Questa la vera grandezza del pubblicitario: creare (l'illusione di) valore dal nulla. Nulla di più evidente da due campagne che stanno girando contemporaneamente in questo periodo di due prodotti non concorrenti (automobile e birra), ma che vogliono lanciare l'impara a dire di no come sinonimo di anticonformismo e l'impara a dire sì come sinonimo di... curiosità e disponibilità alla novità della(nella) vita.
L'esito è che i due spot potrebbero essere mandati in immediata successione o che due cartelloni pubblicitari (se ne hanno fatti) potrebbero finire affissi uno a fianco dell'altro: di di sì, di di no, di di sì, di di no...
Il ragionamento interessante (per me) è che lo strumento massmediale e un po' di capacità comunicativa possono farti passare qualsiasi cosa per vera. Questo lo sapevamo già da studi, lo sospettavamo da fatti, ma diventa simpaticamente evidente in queste due campagne. Val la pena ricordarsele la prossima volta che si esprime un giudizio sulla base di campagne massmediatiche. L'avevam già visto ai tempi della camomilla Bonomelli (tutte le parti del fiore) e la camomilla setacciata Sogni d'Oro (è composta solo dal cuore del fiore di camomilla), ma questa volta è ancora più eclatante, tutto può diventare un valore per la macchina da informazione, tocca a noi difenderci e selezionare.
Da questo blog e su questo tema, ad esempio, a me vien da dire: fai una roba, impara a dire sia sì che no e poi di quello che serve al momento giusto. O meglio ancora: fa un po' te.
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vasco, ma va a caghèr!
Forse non aggiungo nulla di nuovo, diciamo solo che... unisco la mia voce al coro. Partendo dallo specifico, ovvero la contesa Vasco Rossi vs Nonciclopedia, ma non fermandomi allo specifico. In questa contesa è fatica scegliere la parte: il noto cantante già da tempo da di sé un'immagine assente, stanca, depressa, vecchia e patetica. Può sempre essere solo una scelta di marketing, chi può dirlo? Nonciclopedia è simpatica come idea di massima, ma la realizzazione, le singole pagine alle volte davvero sono più astiose che simpaticamente sarcastiche. Insomma, ad ognuno la sua.
Poi la vicenda si è conclusa dopo il ruggito dell'avvocato del vip, i topolini sono rientrati nella tana dopo aver rimosso tutte le bricioline di formaggio rimaste in giro e lasciato il messaggio scritto a caratteri cubitali 'vietato parlare male del mastino'. Messaggio (mica tanto) subliminale. Nessuno l'ha detto. Non c'è stato bisogno: è successo. Dei bimbetti hanno scritto su un muro 'vasco sucks' e Vasco se li è succhiati davvero: non si fa! No, no, non si fa. Sia chiaro a tutti netsurfisti: non si parla male... né dei ricchi, né dei potenti!
Ma il messaggio subliminale non è stato sufficiente, è arrivata la dichiarazione esplicita: libertà di stampa non è libertà di offendere. Che si legge così: libertà di stampa è l'obbligo di assentire. Scusa, ma... non posso lasciarla passare. Offensivo è ogni giudizio che il giudicato trovi lesivo. Ovvero, se io non sopporto la mia... calvizie (ebbene sì!), chiamandomi calvo mi offendi. La tua libertà finisce nel chiamarmi capellone, se non che lo fai sarcasticamente, per sottolineare nuovamente che sono calvo, per cui anche così mi offendi. Per cui la tua libertà di parola si riduce a non parlare MAI del mio cuoio capelluto (stronzo!)
Fortunatamente per noi, per la (tanto declamata!) democrazia, per l'Italia (ancora per un po'), non si possono rivelare dati sensibili e personali, non si può diffamare, ma si può offendere eccome (ricordate i coglioni che votano a sinistra, il liguabue che è un bicchiere di talento in un mare di presunzione?).
Per cui prendiamoci quest'ultimo periodetto per sentenziare che, per quanto disprezzi la commercializzazione della musica popolare e ritenga strumentalmente ipnotico l'uso che si fa della musica, tra tutta la musica pop italiana trovo Vasco Rossi particolarmente sciatto e sgradevole, lo trovo offensivo nei confronti delle facoltà intellettuali di chi si presume lo ascolti; che abbia (perlomeno in passato) abusato di alcool e droghe è risaputo dalle folle e dai giudici, nonché secondini, difficilmente lo si potrà offendere con questi dati di fatto; e rispetto al suo attuale stato di salute che credo vada trattato con la dovuta attenzione medica, non riuscirei mai a fare del sarcasmo, a meno che, dicendo che non ci riuscirei, non lo stia già facendo.
old media: vecchi rincoglioniti che bevono di tutto!
Ma quant'è spettacolare che senti gli old media mettere in guardia sui pericoli della rete: chiunque può dire quello che pensa (terribile!!!) per cui la verità e la menzogna si confondono indistricabilmente.
Invece, quando c'è l'autoritas! Il grosso editore è affidabile; il giornalista scafato verifica e non pubblica bufale... quasi mai.
Da piccolo mi raccontarono una storia che mi sembrò inverosimile già allora: hai presente lo sposo che dice di no sull'altare alla sposa che lo ha tradito con il testimone? Eh, bella storia, ma quando la senti raccontare da parti diverse con dettagli diversi, come se fosse successa mille volte uguale eppure in diverse città , diversi orari, diverse chiese e diversi preti... Dopo un po' cominci a capire che è una bufala e la prendi per quello che è: un simpatico aneddoto, come la tipa che per il diciottesimo compleanno ingurgita una quantità di sperma pari ad una lattina di coca cola. Sorridi e lo riracconti sapendo che nessuno ci crede veramente. Questo ancora un vent'anni fa.
Ieri leggo ilGiornale on line e cosa ti trovo? Eccola di nuovo la notizia fresca come se fosse successa il giorno prima, seeee...

e penso subito guarda questi boccaloni di destra, gli dan da bere altre idiozie, che ci vuole: han creduto a Berlusconi, questa, in confronto, è acqua fresca. Poi uno scrupolo tipico di chi naviga in rete da tempo mi assale e faccio girare un motore di ricerca scoprendo ancora una volta che l'idiozia in Italia ha la par condicio

Ed ecco quindi la notizia anche sull'Unità e, giusto per sfiorare anche gli oldissimi media, tronfi della loro monodirezionalità ci sta anche il servizietto di studio aperto, noto per la sua serietà e affidabilità (quello vi consiglio di guardarlo: è spassosissimo!)

Sì sì, ci ho pensato anch'io: va beh, è una vecchia leggenda, ma magari questa volta è successo davvero. Me lo son chiesto io, se lo è chiesto anche Fax. Visto che c'è parrocchia e nome del prete nella notizia è bastato chiedere

Io, da buon fruitore, faccio quello che dovrebbero fare tutti nella rete sin da piccoli: guardo bene a destra e a sinistra prima di attraversare la strada. Ovvero per ogni notizia cerco diverse fonti e mi faccio la MIA idea che è una combinazione tra quelle che ho letto più il mio parere; in questo caso, è evidente che si tratta di una bufala nota da oltre dieci anni; per renderlo lampante avrei voluto trovarti riferimenti più vecchi, ma questo del 2004 mi è sembrato già abbastanza convincente.

Old media sucks
aldilà l'ultima fatica di giacobbo
In autogrill (dove altrimenti?) noto l'ultima rivelazione di Roberto Giacobbo: Aldilà , la vita continua?
Non tanto il libro in sé, che alla fine altro non è altro che la solita cazzata di Giacobbo fatta di detti-non-detti dal successo garantito dal fatto che dimostrano-non-dimostrano quello che i pezzi di carne paganti vorrebbero che fosse dimostrato e tutto questo lo dico senza averlo letto, così... sulla fiducia!
Il capolavoro di retorica sta nella quarta di copertina: Chi nega l’esistenza dell’aldilà ha le stesse prove di chi la afferma.
La frase è convincente, mi sembra di sentire il pensiero di chi vuol credere che non finirà morendo e che caspita! è vero! non hanno prove quindi è abbastanza vero che c'è vita dopo la morte!
Pensiero che può essere facilmente smontato con la seguente argomentazione: supponiamo che la vita dopo la morte sia una realtà ; non abbiamo informazioni sul come sia, dall'incredibilmente piacevole all'essere governati per sempre da berlusconi, tutto è possibile. Dopo aver pensato che forse la vita eterna altro non è che un eterno tormento (anche immeritato, perché il fato è cinico e dio non esiste!), forse i lettori-paganti di Roby preferiscono pensare che l'aldilà non è così una bazza.
Ma preferisco pensare alla... verità ! La frase chi nega questa cosa ha le stesse prove di chi l'afferma si applica ed è vera per ogni cosa che non riguarda la realtà . Ad esempio quando Topolino non posa per i fumetti, passa le serate collezionando farfalle. Sfido chiunque a pedinare Topolino per dimostrare una cosa o il suo contrario.
Ma la cosa che mi ha colpito di più è il pensiero che nessuno abbia mai davvero scritto un libro del tipo: Aldiqua, la vita finisce? con il sottotitolo Chi afferma l’esistenza dell’aldilà ha le stesse prove di chi la nega. Evidentemente nessuno lo comprerebbe, perché non conferma una speranza immotivata con prove inesistenti, ma potrebbe essere divertente cercare prove dell'inesistenza dell'aldilà , verrebbero fuori titoloni del tipo:
- Ho passato intere serate ad intervistare i morti al cimitero di Forlì e nessuno di loro ha saputo darmi conferma dell'esistenza di una vita oltre alla morte, per giunta, la maggior parte si è rifiutata di rispondermi! Perché i morti non vogliono dire nulla della loro esperienza dopo la morte: è una congiura o è la prova che la vita finisce così?
- Chiedendo ad esperti, taluni hanno detto che secondo loro l'aldilà non esiste, ma potrebbero anche sbagliarsi?
- Se ci fosse una vita oltre la morte, perché la chiameremmo morte? E soprattutto... anche dalla vita dopo la morte si muore? E come la chiameremmo: rimorte? bimorte? mortissima? Qualcuno ha mai avuto esperienze con un bimorto? Dopo la bimorte c'è bivita?
- La maggior parte della gente che si risveglia da un coma non ricorda assolutamente nulla o ha dei ricordi che sono assimilabili a sogni o deliri. Può essere solo una coincidenza o è la prova che tutti i fanfaroni ci vogliono negare che non c'è vita dopo la morte?
- Tutte le persone che descrivono esperienze post mortem, tunnel di luce e cose simili hanno scritto libri che gli hanno fatto fare un pozzo di soldi: questi due fatti sono collegati? E in che modo? E tu: mentiresti, *pardon* arrotonderesti un po' la verità per soldi?
- Pesando un moribondo, con il suo ultimo respiro perde 21 grammi: il peso dell'anima. Salendo e scendendo tre volte su una bilancia precisa al grammo, ho registrato le seguenti misure: 79,564kg 79,572kg e 79,558. Forse ho un'anima irrequieta? È possibile che la mia anima non conosca il concetto di errore di misura?
- Tutti i malati terminali religiosi e quindi convinti della vita oltre la morte avevano lo stesso i coglioni girati perché stavano per morire: forse una premonizione? O semplicemente morire non è comunque una cosa piacevole da fare la sera con gli amici?
- Perché interrogarsi sulla vita dopo la morte? Può cambiare qualcosa nella nostra vita o essere pronti renderà il passaggio meno scioccante? Che succede se mi aspetto San Pietro e trovo Budda? Non è meglio se non mi aspetto nulla? Se c'è qualcosa, qualunque cosa sia sarà meglio di nulla: non è una prova sufficiente questa?
- Se i morti vivono dopo la morte perché non hanno mai fatto neanche una telefonata, spedito una cartolina, niente!
[...] Continui tu?
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