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la risata è il suono della conoscenza che cresce
O il rumore dello schema che si rompe.
Come dimostreremo ampliamente in questo sito, il valore della risata è legato alla catarsi, alla liberazione di uno schema (rappresentazione della realtà ) percepito come fastidioso. Negli anni, ognuno di noi si crea degli schemi che vengono rafforzati da nuove istanze che li confermano. Nel caso in cui ci troviamo di fronte ad istanze che, invece, li negano, le possibilità sono due: o li rigettiamo come errori e lo schema persiste, o li integriamo nelle nostre conoscenze e lo schema si rompe con il fragoroso suono della risata, per ricomporsi allargato, ovvero in grado di includere sempre maggiori casi. La conoscenza cresce. Non a caso, i soggetti della satira sono da sempre i grandi tabù sociali: religione, potere, sesso, merda e morte.
I bimbi più piccoli ricostruiscono tutti i giorni, più volte al giorno, i loro schemi, per questo ridono spessissimo.
E’ più difficile da vedere nella vita di tutti i giorni di un adulto, il quale, una volta costruitosi i propri schemi mentali, i propri punti di riferimento, difficilmente li mette in gioco o li abbandona. Diffidate di chi non è propenso alla risata: vuol dire che non è più propenso all’ascolto e all’apprendimento. E’ più o meno l’equivalente di un morto che cammina, uno zombi.
Facciamo un paio di esempi: yuri chechi in chiesa, osservando il crocefisso, esclama ‘Bella forza! Con i chiodi sono capaci tutti!’ Immagino tre reazioni: chi non ha mai subito costrizioni religiose rimarrà indifferente a questo motto, chi le ha subite e ne è rimasto infastidito, vivrà la liberazione nell’irriverenza con cui si tratta l’argomento; chi lo subisce accondiscendentemente, rimarrà invece infastidito dal motto. Nel secondo caso (schema percepito con fastidio), si imparerà che è possibile un comportamento diverso dallo schema, da cui l’apprendimento, la catarsi e la risata.
Altro esempio: dei clown di corsia abbiamo sentito parlare tutti. Il loro ruolo non è fare i pagliacci, strappare inutili risate, non far sentire il tempo che passa in un luogo intriso di dolore e di morte. Tutt’altro. Il loro ruolo è quello di far capire, quindi modificare drasticamente, due schemi mentali diffusi: il primo è la solida gerarchia del personale sanitario. Il primario, i medici, gli infermieri sono persone e non divinità in terra che dispongono della nostra vita. Il secondo è che il dolore e la morte esistono, fanno parte della nostra vita, sono terribili, ma esistono e quindi… si può ridere anche di essi! Un obiettivo titanico, come titanico deve essere chi se lo pone. Prima deve impararlo per sé e poi deve imparare a destreggiarsi con gli strumenti per insegnarlo a chi è già lungo la strada del dolore o della morte. Altro sarebbe poter fare del training in situazioni ‘protette’, ma chi verrebbe ad uno spettacolo comico in cui si parla di dolore e di morte?
Non esiste apprendimento rivoluzionario (che distrugge schemi vecchi e ne crea di più ampi) senza risata e viceversa, ogni risata sana è associata ad un apprendimento rivoluzionario. Una scuola sana si riconosce perché  in essa si ride parecchio. La cultura imposta non permette agli studenti di crearsi nuovi schemi, è triste, grigia. Una cultura proposta, discussa, produce occasioni per due o tre risate all’ora almeno.
E’ per questo che non può esistere avanguardia (nuova struttura di pensiero) senza risata.
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