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falla girare

Ad esempio, la prima cosa che può venire in mente a uno è va beh la catarsi, ma l'umorismo di parola? non mi vorrai mica dire che uno si vuol liberare anche dallo schema della relazione verbale?
Sì. E non ci credevo tanto neanch'io finché non ho scoperto, leggendo qualche libercolino di una scienza di cui, fino a prima di quei libercolini, ignoravo la conoscenza, che la comunicazione (anche solo verbale) è una roba complicatissima, anzi peggio: estenuante! La scienza in questione sta in mezzo, o sopra... lì in giro insomma, tra la linguistica, psicologia cognitiva e altre menate del genere (non ho ancora le idee molto chiare...), ma per rendersene conto (a grandi linee) basta ripensare a quanta voglia hai di parlare in momenti di stanchezza, tipo una sera di una giornata devastante, per capire quanto sia mentalmente faticoso.
Ma non fu questo a convincermi definitivamente. Una volta degli amici, approfittando della mia ingenuità , mi diedero a fumare un paio di tiri di qualcosa che probabilmente tutto tabacco non era. Fatto sta, che nel giro di un quart'ora non capivo più moltissimo. Non avere il controllo di me mi fa infuriare, così nell'attendere che l'effetto passasse ragionavo sul fatto che probabilmente non ero in perfetta efficienza con la memoria breve perché appena succedeva una cosa, mi sembrava fosse successa anni prima, ne avevo un ricordo confuso. Questo, oltre a convincermi che noi valutiamo il passaggio del tempo in base alla nitidezza dei nostri ricordi, mi fece capire quante cose bisogna fare per mantenere un livello di conversazione accettabile. Ricordavo che qualcuno aveva detto qualcosa, ma non ricordavo bene né chi, né cosa. Quando c'era silenzio mi chiedevo se qualcuno si aspettasse che dicessi qualcosa, tipo rispondessi e se sapevo cosa rispondere adeguatamente. Insomma: una faticaccia. Invece, per il resto, camminare, coordinare, usare le mani (anche questo è un meccanismo notoriamente molto complicato) nessun problema. Relazionarmi? Impossibile. L'unica cosa che riuscivo a fare era ridere. Una sorta di zero comunicativo. Ho capito le ragazze sciocche che sanno soltanto ridere: anch'io ridevo per manifestare un apprezzamento asettico e immotivato al mio interlocutore. Ridevo per compiacerlo e distrarlo dal fatto che non stavo seguendo il senso della conversazione (non che i miei interlocutori fossero più presenti di me). Era uno zero. Cioè l'equivalente ad un'espressione neutra che, al contrario, gli avrebbe segnalato ostilità , io comunicavo un'interesse generico anche se per me stava parlando in un'altra lingua o in nessuna lingua.
Nei prossimi post andiamo ad analizzare i sette livelli della interpretazione verbale e per ogni livello facciamo un esempio di comicità , aprendo prima con un aspettino curioso: l'interpretazione in tempo reale.
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