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neve in romagna: vecchi problemi, comunicazione nuova
Oggi è il terzo giorno di clausura causa neve. No pro, rallentiamo, relazioniamo, aspettiamo. Non è la prima volta che ci succede, non è neanche la peggiore. Non per sminuire problemi oggettivi capitati... ad altri, ma per mettersi nel mezzo tra faciloneria dilagante e allarmismo contagioso.
Quest'anno una novità c'è; gli altri anni la solitudine imposta era mitigata dalle sporadiche passeggiate in mezzo alla neve e dai freddi resoconti periodici e inesatti della televisione: le realtà attraverso lo specchio deforme dei massmedia (la tv ha sempre ragione tranne quando parla di qualcosa che ti riguarda *uhm*). Quest'anno c'è un'attività frenetica su facebook; i compagni di sventura si affrettano a condividerla con foto, racconti, imprecazioni e, diciamocelo, effettivamente il mal comune mezzo gaudio rende più sopportabile il tutto, ci fa sentire meno soli, meno nuvoletta di fantozzi, anche se, guardando lo schema dell'italia sul meteo, ...
Anche i sindaci hanno deciso di buttarsi nell'avventura tenendo informata la cittadinanza lato... amministrazione. Esperimento bellissimo (solo di poco) tardivo, faticosissimo eseguito con tenera ingenuità comunicativa. Una cosa che va riconosciuta al nostro sindaco Balzani (ma anche a Lucchi di Cesena, per quanto mi pare di vedere e forse altri di cui non ho letto) è il candore e la sincerità con cui (lui e/o il suo staff) raccontano tutto a tutti. Quella tanto ricercata sincerità nella comunicazione massmediale ricade immediatamente nella fallacia di un mezzo dove chiunque in qualunque momento può rispondere quello che vuole. I nostri sindaci (e i loro staff) non hanno forse l'esperienza degli studi di comunicazione di cui si servono grandi forze politiche; il nostro ad esempio ci racconta che si è concentrato sulle operazioni di recupero della gente del treno, senza pensare che i forlivesi vogliono che il sindaco di forlì si occupi della gente di forlì. Senza pensare che la richiesta di volontari in soccorso non dia quell'idea necessaria di solidarietà e di civismo, ma di incapacità dell'amministrazione a far fronte ad una situazione d'emergenza. Senza pensare che l'ammissione di colpa (probabilmente con il cuore in mano) del nostro sindaco suona come un atto di debolezza che non rincuora i cittadini in difficoltà (reale o percepita) ai quali non servono mea culpa, ma serve solo sapere che sono in buone, anzi ottime mani. Senza pensare che l'esercito che ci aiuta con il gettone non è affatto consolante, anzi... ti fa incazzare ancora di più.
In internet (specialmente facebook) ognuno può dire ciò che vuole; ci vuole esperienza per discriminare proteste vere e sensate, da perdigiorno (come Simone Cortini nella foto, studente televidiotizzato in piena goliardata) e da falsi allarmismi di chi ha bisogno solo di (sane)coccole. Lucchi, ad esempio, ha dato seguito al mistero degli spazzaneve che girano con le benne alzate; ha voluto vedere con i propri occhi e spiegare; perché qualcuno ha ritenuto credibile che, per protesta, gli spazzaneve potessero girare con le benne alzate. Come se il primario di chirurgia dovesse spiegare ai pazienti che non è grave se vedono un chirurgo che gira con un bisturi alzato senza che stia tagliando qualcuno.
Apprezzo molto sia che questi geronti si siano buttati anima e core sui nuovi media, sia la loro cordiale sincerità ; alla fine gli costa dieci volte tanto gli sforzi per spiegarsi, spiegare, chetare gli animi, fornire dettagli, ma alla lunga pagherà . Però, a fianco di quest'animo pulito e sincero, qualche accorgimento comunicativo si può... appoggiare. A cominciare dalle banalità . Ad esempio, la foto di profilo di un sindaco sorridente sotto al sole, mentre tutti stanno cercando informazioni per sapere quando e come si potrà uscire dalla solitudine imposta dal freddo, non è consolante. Per l'occasione e solo per l'occasione, cambiare la foto con un immagine seria, impegnata, magari imbacuccata è solo un piccolo accorgimento per avvicinare, anche visivamente, lo sforzo delle amministrazioni ai cittadini. Se ne possono pensare altri mille. Diciamo che per questa volta ci accontentiamo del fatto che abbiamo mere (e vere) notizie. Ma tenetevi al passo con la comunicazione con i nuovi media, ragazzi, perché già quest'altr'anno sarà tutto diverso. E se non volete tenervi informati voi, chiedete ai vostri figli, loro sanno già tutto.
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