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retorica 3k

È inutile girarci intorno: la terza guerra mondiale è già in atto e si combatte a parole. Non per sminuire gli angoli di mondo in cui volano i proiettili e schizza il sangue. Quella c'è. Chi vuole, lo sa. Chi non vuole, si fa di mass media.

La guerra che mi spaventa di più si combatte ogni giorno a suon di comunicazione ed è fottuta per due motivi: (1) ancora non sei convinto che sia tanto grave, (2) sei completamente disarmato. Sei inerme, vittima. Incapace di difenderti da vezzi retorici vecchi di migliaia di anni. Ti bastano pochi ragionamenti fallaci per convincerti ad accettare, apprezzare, comprare, scegliere, decidere, votare.

Essere incapaci di riconoscere queste fallacie non è più un lusso che ci si può permettere. Il prezzo che stiamo pagando è troppo alto. Per questo 'retorica 3k' si propone di analizzare gli artifizi retorici con cui abili esperti in comunicazione riescono a convincerci che uno è uguale a due, o di altre assurdità del genere. Cerchiamo non solo la fallacia che fa presa sull'inebetito pubblico mass-mediatico, ma anche la via d'uscita, il modo per rendere evidente all'idiota la fallacia. Gli mostriamo la pillola rossa. La strada è la logica, l'obiettivo è la verità.

tira più un pallone da calcio o un pelo di patata?

giovanni getto
42 articoli.

carroBuoiLibero di Belpietro ha fatto un bel restyling: ha cambiato url, font serverside, layout più chiaro e ha aggiunto (o reso più visibile, io non l'avevo mai notato!) l'elenco degli articoli più letti...

Gli articoli più letti in un blog sono un'ottima idea, come gli articoli più venduti in un sito di e-commerce, aiutano l'utente inesperto a farsi un'idea del contenuto di un sito (o e-negozio) partendo dal massimo del valore attribuito dall'interesse della clientela (ad populum: se piace a tutti, vuol dire che vale di più).

Una sorta di democrazia applicata alla vetrina di un sito.

Condivido in pieno! Per me un sito deve avere un focus on, con contenuti scelti dall'autore, e un articoli più letti, con contenuti "scelti" dai visitatori.

Nel caso di un giornale on-line, non credo questa cosa si applichi. Nel caso di Libero è decisamente controproducente... per l'immagine del giornale, probabilmente molto producente per il numero di clicchi.

Qui sotto riporto l'immagine di questa mattina degli articoli più letti, mentre a centro pagina campeggia il titolo 'Monti scarica su Berlusconi colpe e vittime della crisi', (una tautologia, si leggerebbe Monti scarica la colpa sul colpevole).

Insomma, mentre Belpietro e l'Italia tutta si stringono attorno all'enorme attenzione dedicata in questi giorni ad un terribile fenomeno aggravato dalla crisi economica, i lettore di Libero si concentrano su:

  1. Luisa Corna, bellezza mozzafiato (ribattezzata dagli amici L'ultima cavalcata del senatur);
  2. Confessione hot della Placido Nella mia vita molti uomini e tanto sesso (sconvolgente rivelazione, qualcuno pensava tenesse l'imene in cassaforte?)
  3. Scatti bollenti per la Canalis (ha ancora qualcosa da nascondere?)
  4. Rosita Celentano super sexy al sushi bar (uhm, un underskirt... mancava in internet)
  5. Santanchè, pazza idea del Cav (ehi, il primo titolo politico, a meno che non interessi per la vaga allusione sessuale)
  6. eccetera

Vorrebbe dirsi che il lettore medio di Libero predilige la patata alla politica? Yes, but... ho il forte sospetto che se qualunque quotidiano on-line pubblicasse i più letti, il risultato non sarebbe tanto diverso, almeno finché durano i millenari effetti repressivi di un'etica antisessista, cioè ancora un paio d'anni.

In realtà, credo che l'unica conclusione che si può trarre è che, se tu dovessi gestire un giornale on-line, o non metti l'elenco dei più letti o escludi le categorie di cronaca scandalistica, o... magari saresti semplicemente entusiasta di essere usato come un clone di Chi in mancanza di lettori impegnati e in attesa di tempi migliori.

liberoPiuLetti

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depenalizzare il calcio scommesse

giovanni getto
42 articoli.

stuprataI miei compagnetti di lavoro ,questo lunedi mattina, sono stati capaci di parlare malissimo del mondo del calcio a seguito dei recenti avvenimenti legati al calcio scommesse, paragonandolo al wrestling, maledicendo lo stipendio dei calciatori, la qualità di gioco e poi, a distanza di meno di un paio d'ore, tornare a parlare infervorati della difesa assente di una squadra, un campione fuori forma e nuovi pronostici per la propria formazione che non riuscirà (anzi scusa... non riusciremo!) a vincere il campionato neanche quest'anno.

Il calcio è un pappone che può trattare arbitrariamente male le sue puttane (i tifosi... gli italiani!) perché per quanto male li tratti, per quanto se li scopi da dietro con violenza, li lascerà piangenti sul letto, con il mascara colato e ricoperti di sperma ancora caldo ad implorarlo di non andarsene.

Non è pazzesco quello che riescono a fare i media sulle menti influenzabili? Non so perché me ne stupisco ancora, mi viene da pensare che rapporti caratterialmente sadomasochistici di questo tipo rappresentano un legame intimo tra le due parti che non può essere giudicato o contestato o cosa. Se il sistema calcio (in questo caso tre persone ben precise Andrea Masiello, Fabio Giacobbe e Giovanni Carella) sevizia i tifosi e a loro piace, perché la legge deve mettersi in mezzo? Che lasci i due innamorati da soli a gestirsi il loro rapporto: depenalizzare il calcio scommesse. Può essere anche che ci sia un limite che i tifosi possono sopportare prima di dedicarsi al curling, ma la canzone Minuetto ci insegna che no sin dal 1973. Lasciate allora, cari tifosi violati, che ve la dedichi, consigliandovi di ascoltarla pensando che sia cantata da un tifoso, uno di voi, mentre pensa al campionato sportivo e a tutte le sue malefatte: enjoy.

 

E' un'incognita ogni sera mia... Un'attesa, pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti: no! E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho! Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no! Le mani tue, strumenti su di me, che dirigi da maestro esperto quale sei... E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai, dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi. Tanto sai che quassù male che ti vada avrai tutta me, se ti andrà per una notte... ... E cresce sempre più la solitudine, nei grandi vuoti che mi lasci tu! Rinnegare una passione no, ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te. Troppo cara la felicità per la mia ingenuità. Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore... So - no sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai, dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi. Tanto sai che quassù male che ti vada avrai tutta me, se ti andrà, per una notte... sono tua... ... la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua... E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai! Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu, il resto di una gioventù che ormai non ho più... E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia, ora ammetto che la colpa forse è solo mia, avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato. Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai. Io non so l'amore vero che sorriso ha... Pensieri vanno e vengono, la vita è così...
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neve in romagna: vecchi problemi, comunicazione nuova

franzisco
30 articoli.

profilo di balzaniOggi è il terzo giorno di clausura causa neve. No pro, rallentiamo, relazioniamo, aspettiamo. Non è la prima volta che ci succede, non è neanche la peggiore. Non per sminuire problemi oggettivi capitati... ad altri, ma per mettersi nel mezzo tra faciloneria dilagante e allarmismo contagioso.

Quest'anno una novità c'è; gli altri anni la solitudine imposta era mitigata dalle sporadiche passeggiate in mezzo alla neve e dai freddi resoconti periodici e inesatti della televisione: le realtà attraverso lo specchio deforme dei massmedia (la tv ha sempre ragione tranne quando parla di qualcosa che ti riguarda *uhm*). Quest'anno c'è un'attività frenetica su facebook; i compagni di sventura si affrettano a condividerla con foto, racconti, imprecazioni e, diciamocelo, effettivamente il mal comune mezzo gaudio rende più sopportabile il tutto, ci fa sentire meno soli, meno nuvoletta di fantozzi, anche se, guardando lo schema dell'italia sul meteo, ...

Anche i sindaci hanno deciso di buttarsi nell'avventura tenendo informata la cittadinanza lato... amministrazione. Esperimento bellissimo (solo di poco) tardivo, faticosissimo eseguito con tenera ingenuità comunicativa. Una cosa che va riconosciuta al nostro sindaco Balzani (ma anche a Lucchi di Cesena, per quanto mi pare di vedere e forse altri di cui non ho letto) è il candore e la sincerità con cui (lui e/o il suo staff) raccontano tutto a tutti. Quella tanto ricercata sincerità nella comunicazione massmediale ricade immediatamente nella fallacia di un mezzo dove chiunque in qualunque momento può rispondere quello che vuole. I nostri sindaci (e i loro staff) non hanno forse l'esperienza degli studi di comunicazione di cui si servono grandi forze politiche; il nostro ad esempio ci racconta che si è concentrato sulle operazioni di recupero della gente del treno, senza pensare che i forlivesi vogliono che il sindaco di forlì si occupi della gente di forlì. Senza pensare che la richiesta di volontari in soccorso non dia quell'idea necessaria di solidarietà e di civismo, ma di incapacità dell'amministrazione a far fronte ad una situazione d'emergenza. Senza pensare che l'ammissione di colpa (probabilmente con il cuore in mano) del nostro sindaco suona come un atto di debolezza che non rincuora i cittadini in difficoltà (reale o percepita) ai quali non servono mea culpa, ma serve solo sapere che sono in buone, anzi ottime mani. Senza pensare che l'esercito che ci aiuta con il gettone non è affatto consolante, anzi... ti fa incazzare ancora di più.

In internet (specialmente facebook) ognuno può dire ciò che vuole; ci vuole esperienza per discriminare proteste vere e sensate, da perdigiorno (come Simone Cortini nella foto, studente televidiotizzato in piena goliardata) e da falsi allarmismi di chi ha bisogno solo di (sane)coccole. Lucchi, ad esempio, ha dato seguito al mistero degli spazzaneve che girano con le benne alzate; ha voluto vedere con i propri occhi e spiegare; perché qualcuno ha ritenuto credibile che, per protesta, gli spazzaneve potessero girare con le benne alzate. Come se il primario di chirurgia dovesse spiegare ai pazienti che non è grave se vedono un chirurgo che gira con un bisturi alzato senza che stia tagliando qualcuno.

Apprezzo molto sia che questi geronti si siano buttati anima e core sui nuovi media, sia la loro cordiale sincerità; alla fine gli costa dieci volte tanto gli sforzi per spiegarsi, spiegare, chetare gli animi, fornire dettagli, ma alla lunga pagherà. Però, a fianco di quest'animo pulito e sincero, qualche accorgimento comunicativo si può... appoggiare. A cominciare dalle banalità. Ad esempio, la foto di profilo di un sindaco sorridente sotto al sole, mentre tutti stanno cercando informazioni per sapere quando e come si potrà uscire dalla solitudine imposta dal freddo, non è consolante. Per l'occasione e solo per l'occasione, cambiare la foto con un immagine seria, impegnata, magari imbacuccata è solo un piccolo accorgimento per avvicinare, anche visivamente, lo sforzo delle amministrazioni ai cittadini. Se ne possono pensare altri mille. Diciamo che per questa volta ci accontentiamo del fatto che abbiamo mere (e vere) notizie. Ma tenetevi al passo con la comunicazione con i nuovi media, ragazzi, perché già quest'altr'anno sarà tutto diverso. E se non volete tenervi informati voi, chiedete ai vostri figli, loro sanno già tutto.

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video giornale online

ilnono
75 articoli.

giornalisti con video in guerraRistudiando un po' di storia della comunicazione, ho trovato occasione di ripassare la storia degli inganni mass mediali. Saltando la prima fase delle notizie raccontate oralmente (questo non è... propriamente un mass media!) arriviamo ai giornali e alla bella frase di Tocqueville contro (o più semplicemente a monito) il pericolo della stampa la gente sarebbe disposta a credere a qualunque tribuno scrivesse notizie in modo sufficientemente plausibile. Il fatto che sia stata pronunciata da Tocqueville (che tra l'altro non so neanche chi sia, ma ha un bel cognome!) non la rende più vera, in effetti può essere agevolmente calcolata.

Una grande massa di gente improvvisamente riceve un foglio in mano calato da chissadove, esso-foglio ha grande autorità. Nel tempo comincia la gara tra il formarsi della coscienza del popolo di lettori dei giornali e la capacità di convincimento dei giornalisti.

Poi un'altra grande rivoluzione: la fotografia. Prima entra prepotente l'illusione che quello che si può manipolare a parole, le immagini lo rivelano nudo, in tutta la sua sincerità, poi parte la fase di inganno: faccio (o scelgo) la foto opportuna per far pensare alla gente quello che voglio, esattamente come per le parole. Infine comincia la seconda gara (tuttora in atto): lo sviluppo della coscienza dei lettori e la capacità di inganno dei giornalisti. E questa è la seconda gara ad inganno.

La terza sta partendo adesso: la verità che può essere falsificare con una foto viene rivelata in tutta la sua nudità in... video. Io stesso sto cercando i video (o gli audio) di una notizia se la ritengo implausibile perché, penso tra me e me, voglio sincerarmene con i miei occhi. Nei giornali online in tutti gli articoli in cui ha senso e sia possibile, viene linkato un video e presto, tutte le notizie non avranno più la foto civetta, ma il video civetta. E comincerà la gara.

Mio caro amico lettore, visto che nonostante il proliferare dei blog come questo, le strutture informative monodirezionali come i giornali dovremo tenercele, ancora per un mezzo secolo almeno, che ne dici di metterti avanti con i lavori e impari a riconoscere gli inganni del video prima che i giornalisti comincino a propinarti video per ingannarti? Abbiamo perso le prime due partite, non vorremo mica perdere anche questa?

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questa non è crisi: è ridistribuzione del reddito!

enrico
26 articoli.

ridistribuzione di redditoAl prossimo che parla di crisi gli azzanno la giugulare! Da un po' ho questo sospetto e ieri l'ennesima conferma che, vorrei dire, definitiva.

In una crisi, tutte le fascie di reddito hanno una diminuzione del potere di acquisto. La crisi, come la morte, non guarda in faccia a nessuno. In questo periodo, sin dal grande diniego del nostro premier, attraverso la prima ammissioncina del suo ministro del tesoro e alle grandi manovre lacrime e sangue, si è sempre parlato di crisi globale; non è colpa mia, è globale, sono i punti deboli del capitalismo. Dobbiamo sacrificarci tutti, eccetera.

Un fottuto trucco di parole. Ci hanno detto che il nostro reddito cala, cala il nostro potere di acquisto, aumentano le tasse perché siamo tutti nella stessa barca e tutti dobbiamo remare: è la crisi! Se qualcuno l'avesse chiamata con il suo nome (ridistribuzione di reddito!) tu l'avresti accettata?

Senti come suona: devi fare più sacrifici perché è in atto una ridistribuzione di reddito. Cioè? Cioè le fasce ricche devono avere ancora di più,  quelle povere ancora di meno e quelle medie sparire. Ah beh! Se è così allora... altro che black bloc. Altro che la violenza non è giustificata. Il fatto è che con la parola crisi tutti sono disposti a stringere la cinghia. Nonostante la nostra naturale tendenza all'accumulazione, abbiamo nel cuore un buon sentimento di solidarietà e nella testa una mediocre capacità di lasciarsi prendere per il culo dalle parole.

Dammi una mano a chiamare le cose con il suo nome: tutte le volte che vedi scritto o senti pronunciare la parola crisi, correggi e fa correggere in ridistribuzione del reddito: vedrai che così (nelle parole) la rivoluzione sarà già cominciata. Ti alleno un attimo

  • Non c'è nessuna ridistribuzione del reddito in atto: sono solo inutili allarmismi di giornalisti sensazionalisti e media ai quali gli inserzionisti non dovrebbero più dare i soldi per la pubblicità.
  • Il prezzo della benzina aumenta vorticosamente per colpa di una ridistribuzione del reddito
  • Il mercato immobiliare è fermo, ma i prezzi non scendono lo stesso: sarà anche questo colpa della ridistribuzione del reddito.
  • Al governo mancano fondi per la scuola, la ricerca, la sanità a causa di una ridistribuzione di reddito che coinvolge tutto il globo ed è quindi indipendente dalla incapacità di governare del nostro premier. 
  • ...
(0 voti)

è più importante la sostanza o la forma?

giovanni getto
42 articoli.

cassa del tesoroIl contenuto o il contenitore? Ciò che viene detto o come viene detto? Il mezzo o il messaggio?

Facciamo finta per un istante che sei cascato nell'inganno linguistico(1) del titolo e hai risposto al volo dentro di te: quando c'è la sostanza, la forma è ben accetta se c'è, se manca... è lo stesso.

Perché sto avendo la sensazione che questo inganno, questo incantesimo si stia trasferendo e perpetrando da troppo a lungo in troppi campi. Prendiamo degli esempi dalla comunicazione, nel momento in cui il contenuto del messaggio è in contraddizione con il modo in cui il messaggio viene veicolato, cosa è più importante, il modo in cui il messaggio è trasferito o il messaggio stesso? Prima che tu dica il messaggio, leggi... leggi qua:

Se ad esempio per dichiararmi ad una ragazza, le incidessi le parole ti amo con un taglierino sulla schiena, come reagirebbe?

O se ti consegnassi il messaggio vaffanculo! su una banconota da 500 euro, come la prenderesti?

Quante volte hai visto usare internet senza che chi la usa si renda conto del mezzo che sta utilizzando? Da quanti straricchi cantanti rapper hai sentito raccontare la triste vita di strada? Lo stesso Andy Warhol si è arricchito diffondendo l'idea dell'arte pop, l'arte... povera.

Fate quello che dicono, ma non fate quello che fanno. Quanti si nascondono dietro questo detto? Rimane un fatto: se una cosa è vera, lo rimane anche se detta da un coglione. Ma, d'altro canto, se un coglione dice una cosa vera, rimane comunque un coglione. Senza diretti riferimenti ai predicatori. O ai premier.

E non dico questo solo per dire che oggigiorno un avanguardista non può dirsi tale se continua a cercare estetismi artistici, se continua a proporsi come un divo, se ricerca lucrosi consensi, se lancia idee originali o manierismi mozzafiato sulla piazza della mercarte, se continua a sostenere che l'arte è un lavoro e vuol vendere opere d'arte, senza accorgersi che la partita iva fa di lui un artigiano creativo, produttore di artisteria, non un artista. Non lo dico solo per dire questo, ma soprattutto per dire questo.

(1)Il modo in cui un'informazione è trasmessa, il veicolo e tutta l'informazione non semantica che circonda il contenuto del messaggio stesso, è messaggio anch'esso. Anzi... è ancora più messaggio. Non si può relegare al ruolo di forma il mezzo di comunicazione. Al di fuori di questo, in generale, sì è più importante il contenuto che la forma... almeno, in mai ambol opinion.

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dieci finocchi per far sbroccare feltri

giovanni getto
42 articoli.

editoriale di feltriLa sera del 24 settembre 2011, in un paesino leghista del bergamasco, nel bar centrale della piazza del municipio gestito da cinesi, mentre gusto un panino cotto e formaggio, trovo sul tavolinetto una copia de ilGiornale e mi casca l'occhio sull'editoriale di Feltri:

Tutti si scandalizzano perché un sito internet, o un blog (non sono esperto in materia), ha divulgato un elenco di dieci parlamentari italiani presunti gay. Ma nessuno si è mai preoccupato di disciplinare la rete, e le attività che vi si svolgono, nel timore di limitare la libertà dei cittadini a esprimersi. Ora se ne pagano le conseguenze. [...]

Immagino sai che sta parlando del blog che ha pubblicato un elenco di dieci nominativi che, per (immagino) precedenti riferimenti, risulterebbero essere (chissà grazie a quali fonti) omosessuali. Rapidamente:

  1. Non c'è bisogno di essere esperto in materia per chiedere ad un collega (esperto? diciamo... vago conoscitore) se era un sito o un blog, l'apertura è un evidente spregio alla Emilio Fede ad internet ed alla comunicazione paritetica tutta.
  2. Appena appresa la notizia, l'ho googlata per scoprire che (incredibile novità!): i primi dieci riferimenti sono di testate giornalistiche on line. Chi non bazzica la rete ed ha appreso la notizia, l'ha evidentemente appresa altrove! Feltri apre con un editoriale. Insomma ho dovuto faticare non poco per trovare la fonte! Se fossi finito su quella pagina navigando a caso non sarei riuscito a darle nessun significato.

Tutto questo per dire che: la fonte della notizia (IL MALE!) non è altro che un elenco di dieci nomi difficilmente raggiungibili (non c'è un counter, se ci fosse sono sicuro che il dato ci sorprenderebbe), la divulgazione della notizia l'hai fatta tu, Feltri, e i tuoi ipocriti colleghi che o non si rendono conto di ciò che fanno o se ne rendono conto e sono in cattiva fede.

In conclusione, l'informazione disciplinata è in mano ad idioti o gretti ed ha molta risonanza, mentre l'informazione indisciplinata di internet è in mano a tutti ed ogni singolo punto di vista ha poca risonanza, mentre la notizia (più difficilmente pilotabile!) si compone da molteplici punti di vista. Il passaggio del testimone dallo sterco a cui avete ridotto i vecchi mass media monodirezionali ai nuovi media multidirezionali Ã¨ l'unica disciplina che serve, ma che lo dico a fare: questo articolo sarà letto da poche decine di lettori e crawlerbot.

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premier idiota a norma di legge

giovanni getto
42 articoli.

scemo e più scemoUna delle mille questioni che impegna la nostra dirigenza in queste settimane calde è il motivo per cui il premier ha telefonato in questura per favoreggiare la minorenne prostituta marocchina: l'ha fatto per proteggere una sua favorita, configurando un'abuso di potere, presumibile prostituzione minorile, in breve dimostrandosi un delinquente, o l'ha fatto perché credeva che una minorenne prostituta marocchina fosse veramente la nipote di Mubarak, configurando una demenza senile affatto precoce.

In breve il nostro parlamento è stato chiamato a votare per decidere se il nostro premier è un delinquente o è un idiota.

Con il voto del senato di ieri è arrivato il verdetto: idiota!

Questi sono i sottointesi. Perché la realtà (che tutti conosciamo, ma che non si può dire) è che affermare che il premier ha ingenuamente creduto ad un'ipotetica affermazione (la fanciulla è realmente parente di un dignitario straniero) consente lo spostamento del giudizio in un ambiente più... protetto.

In pratica allunga la vita del governo e... essendo che è il governo a deciderlo, l'esito è piuttosto ovvio. Credo che lo stesso presidente del consiglio preferisca passare per idiota al potere piuttosto che per delinquente in carcere, è un fatto di scala di valori.

Tutto legittimo se finisse qui. Ricordo per l'n-sima volta che quando ci saranno i primi morti, questi ed altri fatti sono quelli che hanno premuto il grilletto.

E chiudo ipotizzando/sognando che se anche noi cittadini avessimo lo stesso privilegio, ovvero per evadere alla magistratura fosse sufficiente inventare una fandonia inverosimile, nel momento in cui il vigile ti ferma perché stai guidando con il cellulare in mano potremmo cavarcela così:

  1. stavo ascoltando una nuova suoneria che mi piace moltissimo;
  2. lo so che è vietato guidare con il cellulare, infatti io stavo guidando con la mano e telefonando con il cellulare;
  3. lo tenevo appoggiato all'orecchio solo per controllare se se ne sarebbe accorto;
  4. ho un gran male al dente e tenerci sopra il cellulare mi dà sollievo;
  5. ah, è un cellulare questo? Io avevo capito guanciale;
  6. come dice agente? non riesco a sentirla, ho una grave malattia all'udito che mi permette di sentire solo attraverso questo speciale apparecchio a forma di cellulare;
  7. io non sono io, lei sta parlando con il mio gemello malvagio che si è scambiato con me solo per farmi un dispetto;
  8. lei crede di averi visto con il cellulare, in realtà c'è un'invasione aliena in atto: loro inducono allucinazioni negli umani per farci mettere l'uno contro l'altro;
  9. ero al telefono con la nipote di Mubarak che mi prega di dirle che lei è un idiota.

Vuoi aggiungerne altre tu?

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giovanardi e la coppia naturale

donald
31 articoli.

la guerra dei rosesUna delle motivazioni che sento tornare spesso contro le unioni omosessuali è l'appello all'istintività biologica delle coppie eterosessuali dell'aspetto riproduttivo: è naturale. Dice Giovanardi: è naturale! O più precisamente fa riferimento ad "un rapporto tra un uomo e una donna, per realizzare quella 'società naturale' che è il luogo in cui nascono i figli".

Questo è un escamotage retorico semantico. Sai quando mi è tornato in mente? Per radio sentivo che l'umanità ha toccato quota 7 miliardi. Quand'ero piccoletto, il numero da mandare a memoria e di cui essere orgoglioso era 5 miliardi e mezzo. Nel giro di trent'anni siamo cresciuti di circa il 30%, un miliardo e mezzo di persone. Giovanardi, credo che ci possiam permettere una quota anche del 20% di coppie... "non naturali", biologicamente incapaci di riprodursi, o no? Anzi, forse più che permetterci... auspicarci, altrimenti esplodiamo.

Che in effetti senti anche in giro strane campane, ovvero chi si augura, come soluzione ai problemi del mondo (inquinamento, guerra, economia) una sorta di controllo delle nascite. E se fosse che la natura ha intrinseco un meccanismo del genere? In caso di sovrappopolazione, aumenta la percentuale di individui omosessuali come meccanismo di controllo: sarebbe, in questo caso (che sto semplicemente immaginando, nessuna base scientifica...), un fatto naturalissimo. Facci una pensata...

 

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berlusconi è un delinquente

giovanni getto
42 articoli.

berlusconi in galeraNon in riferimento alle sue torbide vicende legali, ma alle continue dichiarazioni denigratorie nei confronti della magistratura. Ci sono due riflessioni da fare: la spaccatura dell'Italia in due parti

(chi dice che è un martire e chi dice che è un farabutto) e la forma del messaggio d'attacco, in qualsiasi altra situazione insostenibile, del tipo sono tutti delinquenti, non ho uno straccio di prove, non accuso nessuno in particolare, non faccio nomi, non faccio denuncie, ma le cose stanno così. Partiamo dalla seconda.

Se qualcuno commette un reato, come l'uso politicizzato della magistratura, deve essere individuato, denunciato, processato e, se colpevole, condannato. L'asimmetria linguistica della retorica del premier vuole che non si possono chiamare puttane le sue entreneuse, non si può chiamare vecchio porco Emilio Fede e non si può chiamare corruttore (per la vicenda Mills) lo stesso premier fino al terzo grado di giudizio, ma si può dire che tutta l'istituzione della magistratura è un cancro. Questo ci mette di fronte ad un banalissimo tertium non datur: se il presidente ha evidenze di illegalità, deve sporgere denuncia (non può più dire che la magistratura è compiacente, perché egli stesso ha cambiato l'accusa da 'tutta la magistratura' ad 'una parte della magistratura'), se non ha queste evidenze, ciò che sta facendo è diffamazione e della peggior specie. Da una posizione istituzionale di primo piano, distrugge l'immagine di un'altra figura istituzionale, destabilizzando di fatto l'immagine e quindi l'efficacia di una delle funzioni più importanti dello stato.

Vuoi sapere quanto per me è evidente ciò che ho appena scritto? È evidente al punto che non capisco perché devo arrivare a scriverlo. Invece, nella realtà dei fatti, non è banale per tutti, qualcuno leggerà e dirà che ho scritto stronzate. A questo punto interviene la seconda riflessione: siamo in un mondo in cui qualcuno crede all'oroscopo, qualcuno crede alla religione, qualcuno crede che le partite di calcio sono pulite, che il superenalotto non è truccato e che un premier imprenditore può curare gli interessi della nazione, indipendentemente o, se del caso, a discapito dei propri*. Come può succedere una cosa del genere?

Sono sicuro che è inutile che vada avanti, hai già capito da solo dove voglio andare a parare. Non saremmo mai arrivati al punto di doverci ri-chiedere se è giusto guidare a destra sulla strada, se chi mette in discussione questi fatti non avesse tutto questo potere mediatico e la genialità comunicativa di far passare il leader di settore come un second comer (tutti i media sono contro di me), berlusconi sa che i second comer piacciono alla gente, noi tifiamo per i second comer.

Chiudo con la proposta. Passerà. Certo che passerà, la questione è capire quanto costerà all'Italia questa aberrazione e quanto tempo ancora ci vorrà. Ma ritengo che la cosa più importante e garantire che non succeda più. Come fare? Cominciamo col bruciare quella cazzo di Divina Commedia e mettere come testo obbligatorio a scuola 1984 di Orwell. Cominciamo ad insegnare comunicazione e mass media dalle elementari. Quando le macchine hanno cominciato a girare per strada, la conoscenza dei segnali stradali era condizione alla sopravvivenza. Ora ci sono strade (comunicative) e mezzi (messaggi) ben più pericolosi in giro per il mondo, eppure lasciamo che i nostri bimbi girino a testa per aria preda di ogni tipo di inganno comunicativo. Ah, se te lo chiedi, si, ritengo che più che mediamente siamo un branco di televidioti; tutta la cultura occidentale (Europa, America) e che berlusconi sia un fenomeno possibile di questa struttura sociale per caso capitato in Italia, ma che poteva e può ancora succedere ovunque. Bisogna che facciamo attenzione anche a internet: come mezzo di comunicazione ha le potenzialità per liberarci, ma se continuiamo ad usarlo così (parlo ai grandi numeri), ricostruendo l'uso dei vecchi mass media e trattandolo come una sorta di televisione su computer, ritorniamo punto e a capo.

*se non l'hai notato, ne faccio ammenda io: queste sono tutte figure qualunquistiche (tranne l'oroscopo e la religione, che sono invece evidenti e note stronzate) dello stesso tipo di quella di cui sto accusando il premier... bisogna stare attenti

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