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calendario dei bisticci ricreat(t)tivi

23/11/2011
Bisticcio Ricreat(t)tivo
Circolo ARCI RECIRCOLO V.le Spazzoli, 51 Forlì


14/03/2011
Bisticcio Ricreat(t)ivo
Quintet Via Romea Sud, 93 Ravenna (RA), Italy

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Proseguiamo gli esperimenti sul Bisticcio Ricreat(t)ivo in collaborazione del quintet. Sappiamo che serve più ritmo e giocosità: il bisticcio deve diventare più... ricreat(t)ivo e siamo pronti ad applicare tutti i suggerimenti raccolti la volta precedente. Se vuoi continuare a seguire le evoluzioni dei Bisticci ricreattivi, iscriviti alla pagina facebook. Se non sai precisamente dov'è il Quintet, butta un occhio su google maps.


21/02/2011
Bisticcio Ricreat(t)ivo
Quintet Via Romea Sud, 93 Ravenna (RA), Italy

logo bisticci stilizzato

Mentre il Bisticcio Ricreat(t)ivo diventa sempre più ludico, facciamo i primi test con la collaborazione del quintet. Se vuoi continuare a seguire le evoluzioni dei Bisticci ricreattivi, iscriviti alla pagina facebook.
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regolamento 0 fallacie comunicative

ilnono
75 articoli.

L'ultima categoria, ovvero la categoria che ho tenuto per ultima, è in realtà quella che riguarda le basi della comunicazione verbale e contiene in sé alcuni (tra i più usati nei talk show televisivi) escamotage per evitare di proseguire correttamente la comunicazione. Per questo l'ho numerata con lo zero, pur tenendola per ultima perché le fallacie che la costituiscono non sono codificate classicamente, ma evidentemente c'è bisogno di un aggiornamento! Non che mi aspetti che durante un bisticcio ricreat(t)ivo qualcuno ne faccia ricorso... a meno che i vip televisivi non abbiano fatto scuola più di quanto non tema. Come al solito, i nomi in latino sono inventati pretestuosamente per mantenere una coerenza nella nomenclatura, un po' seguendo il senso e un po' l'uso comune, per renderli più facilmente memorizzabili.

1. reticeo (risposta negata) la comunicazione verbale è sincrona, ovvero il trasmittente invia il messaggio e si mette in attesa diventando a sua volta ricevente, contemporaneamente il ricevente è in ascolto, quindi riceve, elabora e risponde, diventando trasmittente e così via. La comunicazione è rispettata se è rispettato (a grandi linee) questo modello, seppur semplicistico. Quando viene formulata una domanda specifica, è buon uso comunicativo (buona educazione), fornire una risposta alla domanda. Se anche questa risposta è 'non lo so', la mancata soddisfazione ad una richiesta esplicita è una fallacia, nel caso, ad esempio, in cui ci si renda conto che la risposta (qualunque risposta) renda evidente la tesi opposta al rispondente. Vediamolo meglio con un esempio, anche se ne abbiamo mille ogni giorno dai mass media:

è vero che ha frequentato una minorenne?

ho sempre pensato che frequentare minorenni sia una cosa sconsiderata

2. non probatum (prova negata o onere di prova) tra i messaggi di una comunicazione, esisteranno taluni che non hanno bisogno di prove (pareri personali), altri la cui dimostrazione si assume per assodata (parere condiviso) ed altri che vanno motivati. In questo caso è l'interlocutore che richiede che siano espresse delle ragioni, meglio ancora prove, a sostegno di affermazioni che possono sembrare arbitrarie. Ancora una volta, tra le risposte possibili, vi è anche il 'non sono in grado di fornire prove convincenti', il che ovviamente compromette la credibilità della propria tesi, ma ignorare la richiesta di prove costituisce un fallo, ovvero una fallacia.

3. clamo capra (urlo o parlo continuativamente per non farti parlare) la trovata di Vittorio Sgarbi (non so se vi sono precedenti) che tra l'altro l'ha reso simpaticamente (ma scorrettamente, almeno dal punto di vista della comunicazione) popolare è quella di continuare ad urlari impropèri (famosa l'espressione capra capra) da un lato per ridicolizzare l'avversario, dall'altro per impedire che la comunicazione prosegua impedendo di sentire l'interlocutore. Recentemente, con il famoso scambio Dalema-Sallusti, Dalema ha utilizzato lo stesso escamotage addirittura dichiarandolo (non la faccio più parlare). E' ovvio che in questo modo la comunicazione è troncata ed è altrettanto ovvio che nessuno è obbligato a proseguire una comunicazione, ma, perlomeno nel caso dei bisticci ricreat(t)ivi (potendo disporre di un mediatore, ovvero operatore di network), per interrompere una comunicazione è sufficiente dichiararlo (non voglio proseguire), l'interlocutore rispetterà questa richiesta e l'operatore di network vigilerà affinché questo succeda.

4. perturbatio (bagarre) altra fallacia stranota dal mondo dei media, tutti gli interlocutori, o molti tra essi, trasmettono contemporaneamente impedendo a sé stessi e a chi sta ascoltando di focalizzare l'attenzione sulla comunicazione. In questo modo la comunicazione (sincrona) è interrotta. In questo caso, non credo vi sia un'intenzionalità, forse un'incapacità a gestire la comunicazione sia delle parti che del mediatore, oppure è una studiata tecnica di comunicazione che gioca più al 'braccio di ferro' nel tenere la parola, seguendo la strana regola che più parli, più avrai ragione, che degenera nella bagarre, quando due o più non sono disposti a non adottare questa tecnica. Durante un messaggio, chi parla sa bene come comunicare che ha finito (semanticamente, paraverbalmente, ...), già costuisce un fallo comunicativo non lasciare che questo succeda (è altrettanto fallo mantenere la parola più a lungo della consuetudine). Cominciare a rispondere durante un intervento può portare naturalmente la discussione altrove, nel caso in cui il precedente trasmittente concordi nella deviazione del discorso. Se questo accordo non avviene in pochi secondi (sempre secondo consuetudine) scatta la fallacia di perturbatio, ovvero la bagarre.

5. rideo et fugio (diversione spiritosa) questa è codificata. Almeno su wikipedia. Non ho trovato riferimenti tra i classici, ma è evidente che qualcuno prima di me si è accorto che è un trucco, anzi una vera e propria fallacia, per non perdere in popolarità ed evitare risposte imbarazzanti. In effetti, è un'uscita diversa rispetto al reticeo (risposta negata), ma sta diventando così diffusa da meritare una codifica a parte. In pratica, la risposta ad una domanda diretta viene evitata, e la risposta che è un motto di spirito, una barzelletta, un'aforisma simpatico o più velocemente una battuta, permette contemporaneamente di guadagnare consensi subdolamente a spese della comunicazione. Motti di spirito o demenzialità sono consentite (anzi, incoraggiati!), a patto che siano seguite da risposte chiare e dirette alle domande poste. Un'esempio recente e noto è il seguente (lo stesso di wikipedia)

Presidente, come intende risolvere il problema del precariato per noi giovani?

Una con il sorriso come il suo non dovrebbe preoccuparsi, basterebbe sposare uno come mio figlio.

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