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calendario dei bisticci ricreat(t)tivi

23/11/2011
Bisticcio Ricreat(t)tivo
Circolo ARCI RECIRCOLO V.le Spazzoli, 51 Forlì


14/03/2011
Bisticcio Ricreat(t)ivo
Quintet Via Romea Sud, 93 Ravenna (RA), Italy

logo bisticci stilizzato

Proseguiamo gli esperimenti sul Bisticcio Ricreat(t)ivo in collaborazione del quintet. Sappiamo che serve più ritmo e giocosità: il bisticcio deve diventare più... ricreat(t)ivo e siamo pronti ad applicare tutti i suggerimenti raccolti la volta precedente. Se vuoi continuare a seguire le evoluzioni dei Bisticci ricreattivi, iscriviti alla pagina facebook. Se non sai precisamente dov'è il Quintet, butta un occhio su google maps.


21/02/2011
Bisticcio Ricreat(t)ivo
Quintet Via Romea Sud, 93 Ravenna (RA), Italy

logo bisticci stilizzato

Mentre il Bisticcio Ricreat(t)ivo diventa sempre più ludico, facciamo i primi test con la collaborazione del quintet. Se vuoi continuare a seguire le evoluzioni dei Bisticci ricreattivi, iscriviti alla pagina facebook.
Se non sai precisamente dov'è il Quintet, butta un occhio su google maps.


regolamento

bisticci ricreattivi nuovo regolamento

ilnono
75 articoli.

regolamento dei bisticci ricreattiviOk, è pronto il nuovo regolamento che integra le proposte emerse nell'ultima sessione di prova del 21 febbraio 2011 al Quintet (colgo l'occasione per ringraziare di nuovo tutti i partecipanti!).

 

Il regolamento è stato pubblicato anche sullapagina facebook, nell'apposito link e può essere scaricato dalla pagina principale dei bisticci su ilnono.

 

La direzione, come già discusso, è quella di nascondere sotto una piacevole e frizzante serata ludica, gli aspetti didattico formativi. Pertanto tutte le innovazioni sono fatte per accrescere la competitività e stimolare la partecipazione al gioco. A cominciare dalla richiesta ai bisticcianti di tenere traccia del proprio punteggio: sebbene faccia fede (ovviamente) quello registrato dagli operatori di network, accogliamo il suggerimento che avere una percezione continua del proprio punteggio e una presunzione del punteggio degli altri possa stimolare la competitività.

 

 

Ad ogni fine intervento (o interruzione dello stesso) sarà immediatamente, velocemente e perentoriamente dichiarato il punteggio per l'intervento stesso da 1 a 3 per l'efficacia, da -1 a -3 se sono stati commessi falli.

Restano attive le varianti che cercheremo di forzare affinché siano eseguite rapidamente; si aggiungono anzi le carte di pesca il jolly; ovvero un bisticciante prima di un intervento, può pescare il jolly estrando una carta a caso sulla quale saranno descritte penalità del tipo non pronunciare mai la lettera esse o fai l'intervento in rima, che gli daranno l'opportunità di raddoppiare il punteggio positivo dell'intervento, lasciando invariato quello negativo.

 

 

 

Abbiamo risolto la lentezza dell'apertura con un riassunto rapido su base del regolamento (sotto i due minuti) e la provocazione che verrà annunciata definitivamente sul gruppo facebook venerdì, quindi qualche giorno prima, in modo che sia sufficiente una rapida introduzione e subito via al bisticcio.

 

Per la chiusura niente premi ancora, ma... proclameremo il vincitore con il titolo di Maestro di Retorica della serata che avrà l'onore ed onere di chiudere il bisticcio con un'arringa che descriverà la soluzione che il gruppo di bisticcianti avrà dato alla provocazione della serata.

 

Lunedì prossimo 14 marzo 2011 al Bisticcio del Quintet di Ravenna proviamo così!

 

 

 

 

 

 

 

 

(0 voti)

regolamento 0 fallacie comunicative

ilnono
75 articoli.

L'ultima categoria, ovvero la categoria che ho tenuto per ultima, è in realtà quella che riguarda le basi della comunicazione verbale e contiene in sé alcuni (tra i più usati nei talk show televisivi) escamotage per evitare di proseguire correttamente la comunicazione. Per questo l'ho numerata con lo zero, pur tenendola per ultima perché le fallacie che la costituiscono non sono codificate classicamente, ma evidentemente c'è bisogno di un aggiornamento! Non che mi aspetti che durante un bisticcio ricreat(t)ivo qualcuno ne faccia ricorso... a meno che i vip televisivi non abbiano fatto scuola più di quanto non tema. Come al solito, i nomi in latino sono inventati pretestuosamente per mantenere una coerenza nella nomenclatura, un po' seguendo il senso e un po' l'uso comune, per renderli più facilmente memorizzabili.

1. reticeo (risposta negata) la comunicazione verbale è sincrona, ovvero il trasmittente invia il messaggio e si mette in attesa diventando a sua volta ricevente, contemporaneamente il ricevente è in ascolto, quindi riceve, elabora e risponde, diventando trasmittente e così via. La comunicazione è rispettata se è rispettato (a grandi linee) questo modello, seppur semplicistico. Quando viene formulata una domanda specifica, è buon uso comunicativo (buona educazione), fornire una risposta alla domanda. Se anche questa risposta è 'non lo so', la mancata soddisfazione ad una richiesta esplicita è una fallacia, nel caso, ad esempio, in cui ci si renda conto che la risposta (qualunque risposta) renda evidente la tesi opposta al rispondente. Vediamolo meglio con un esempio, anche se ne abbiamo mille ogni giorno dai mass media:

è vero che ha frequentato una minorenne?

ho sempre pensato che frequentare minorenni sia una cosa sconsiderata

2. non probatum (prova negata o onere di prova) tra i messaggi di una comunicazione, esisteranno taluni che non hanno bisogno di prove (pareri personali), altri la cui dimostrazione si assume per assodata (parere condiviso) ed altri che vanno motivati. In questo caso è l'interlocutore che richiede che siano espresse delle ragioni, meglio ancora prove, a sostegno di affermazioni che possono sembrare arbitrarie. Ancora una volta, tra le risposte possibili, vi è anche il 'non sono in grado di fornire prove convincenti', il che ovviamente compromette la credibilità della propria tesi, ma ignorare la richiesta di prove costituisce un fallo, ovvero una fallacia.

3. clamo capra (urlo o parlo continuativamente per non farti parlare) la trovata di Vittorio Sgarbi (non so se vi sono precedenti) che tra l'altro l'ha reso simpaticamente (ma scorrettamente, almeno dal punto di vista della comunicazione) popolare è quella di continuare ad urlari impropèri (famosa l'espressione capra capra) da un lato per ridicolizzare l'avversario, dall'altro per impedire che la comunicazione prosegua impedendo di sentire l'interlocutore. Recentemente, con il famoso scambio Dalema-Sallusti, Dalema ha utilizzato lo stesso escamotage addirittura dichiarandolo (non la faccio più parlare). E' ovvio che in questo modo la comunicazione è troncata ed è altrettanto ovvio che nessuno è obbligato a proseguire una comunicazione, ma, perlomeno nel caso dei bisticci ricreat(t)ivi (potendo disporre di un mediatore, ovvero operatore di network), per interrompere una comunicazione è sufficiente dichiararlo (non voglio proseguire), l'interlocutore rispetterà questa richiesta e l'operatore di network vigilerà affinché questo succeda.

4. perturbatio (bagarre) altra fallacia stranota dal mondo dei media, tutti gli interlocutori, o molti tra essi, trasmettono contemporaneamente impedendo a sé stessi e a chi sta ascoltando di focalizzare l'attenzione sulla comunicazione. In questo modo la comunicazione (sincrona) è interrotta. In questo caso, non credo vi sia un'intenzionalità, forse un'incapacità a gestire la comunicazione sia delle parti che del mediatore, oppure è una studiata tecnica di comunicazione che gioca più al 'braccio di ferro' nel tenere la parola, seguendo la strana regola che più parli, più avrai ragione, che degenera nella bagarre, quando due o più non sono disposti a non adottare questa tecnica. Durante un messaggio, chi parla sa bene come comunicare che ha finito (semanticamente, paraverbalmente, ...), già costuisce un fallo comunicativo non lasciare che questo succeda (è altrettanto fallo mantenere la parola più a lungo della consuetudine). Cominciare a rispondere durante un intervento può portare naturalmente la discussione altrove, nel caso in cui il precedente trasmittente concordi nella deviazione del discorso. Se questo accordo non avviene in pochi secondi (sempre secondo consuetudine) scatta la fallacia di perturbatio, ovvero la bagarre.

5. rideo et fugio (diversione spiritosa) questa è codificata. Almeno su wikipedia. Non ho trovato riferimenti tra i classici, ma è evidente che qualcuno prima di me si è accorto che è un trucco, anzi una vera e propria fallacia, per non perdere in popolarità ed evitare risposte imbarazzanti. In effetti, è un'uscita diversa rispetto al reticeo (risposta negata), ma sta diventando così diffusa da meritare una codifica a parte. In pratica, la risposta ad una domanda diretta viene evitata, e la risposta che è un motto di spirito, una barzelletta, un'aforisma simpatico o più velocemente una battuta, permette contemporaneamente di guadagnare consensi subdolamente a spese della comunicazione. Motti di spirito o demenzialità sono consentite (anzi, incoraggiati!), a patto che siano seguite da risposte chiare e dirette alle domande poste. Un'esempio recente e noto è il seguente (lo stesso di wikipedia)

Presidente, come intende risolvere il problema del precariato per noi giovani?

Una con il sorriso come il suo non dovrebbe preoccuparsi, basterebbe sposare uno come mio figlio.

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regolamento 1 fallacie di pertinenza

ilnono
75 articoli.

Intervenire nei bisticci ricreattivi significa accettare le tre regole fondamentali della comunicazione: (1) disponibilità al confronto con un unico obiettivo (2) la ricerca della verità e attraverso un'unica strada (3) la logica.

Ciò significa che a livello di contenuti ognuno è libero di esprimere i propri o anche altri, pretenziosamente, per fare l'avvocato del diavolo, insomma sui contenuti non ci sono limitazioni, nella forma, invece, ce ne sono una ventina. Ovvero un estratto di tutte quelle forme retoriche subdole definite fallacie (o sofismi o paralogismi) la cui definizione eloquente si può rintracciare banalmente su wikipedia (sono ragionamenti che appaiono come rigorosi e logici, ma che in realtà non sono validi).

La classificazione classica non mi piace molto (credo sia ora di rivederla alla luce delle nuove scoperte sulla comunicazione), per cui oltre a rimodellare gli elenchi in base a diverse categorie (linguistiche, semantiche e di pertinenza) ho aggiunto una quarta categoria che emerge dai massmedia in questi ultimi anni e che, evidentemente, in altri tempi non faceva presa, invece oggi... funzionano eccome. Questa categoria (relazionale), nonostante siano fallacie alla base della comunicazione, la tratteremo per ultima. Per ogni categoria scegliamo (scelgo io!) qualche fallacie tra quelle più comuni e con queste componiamo il regolamento. In fondo i bisticci così devono essere concepiti: come un gioco basato sulla comunicazione. Nel gioco ci sono delle regole da rispettare, un arbitro che chiama i falli e che assegna le punizioni. Vediamo allora quali sono le prime quattro fallacie della prima categoria, ovvero di pertinenza (sociali, informai o di rilevanza), che riguardano cioè lo stato sociale degli interlocutori e non prettamente ciò di cui stanno parlando:

1. captatio benevolentiae (ricorso all'adulazione) Un errore della forma seguente: la persona A viene adulata dalla persona B, la persona B fa l'affermazione X, quindi X è vera.

L'idea di base dietro a questo errore è che l'adulazione viene presentata al posto di una prova per accettare un'affermazione. Questo tipo di "ragionamento" è fallace perché l'adulazione non è una prova per un'affermazione. Questo è specialmente chiaro in un caso come questo: "Mio caro Bill, hai veramente una bella cravatta. Tra l'altro, è piuttosto chiaro che uno più uno fa quarantatre."

Tu mi insegni...

Nessuna persona intelligente, quali voi siete, potrà negare la verità di ciò che affermerò

Quella era un'idea davvero brillante. Non ho mai visto una difesa così chiara ed eloquente della posizione di Platone. Se non le spiace, baserò il mio scritto d'esame su quella. A patto che lei mi lasci un po' di tempo dopo la scadenza per lavorarci sopra.

2. ad auctoritatem (ad verecundiam, appello ad autorità impropria) un errore con la seguente forma: la persona A è (o si afferma che sia) un'autorità sull'argomento S, la persona A fa l'affermazione C sull'argomento S, quindi C è vero. Questo errore viene commesso quando la persona in questione non è un'autorità legittimata sull'argomento. Più formalmente, se la persona A non ha autorità per fare affermazioni affidabili sull'argomento S, allora l'argomentazione sarà fallace. Questo genere di ragionamento è fallace quando la persona in questione non è esperta. In questi casi il ragionamento è difettoso perché il fatto che una persona non qualificata faccia un'asserzione non dà alcuna giustificazione per l'asserzione. Questa può essere vera, ma il fatto che una persona non qualificata abbia fatto l'affermazione non dà nessuna ragione razionale per accettare la tesi come vera. Quando una persona cade preda di questo errore, sta accettando una tesi come vera senza che ci siano adeguate prove per farlo. Più specificamente, sta accettando la tesi perchè crede che la persona che fa l'affermazione sia un vero esperto e che quindi sia ragionevole accettare l'affermazione. Dato che la gente tende a credere alle autorità (e ci sono, infatti, buone ragioni per accettare alcune affermazioni fatte dalle autorità) questo errore è piuttosto comune.

Caso particolare di 'ad auctoritatem' è 'ad judicium' ove è il gran numero di persone che sostiene la tesi a costituire l'autorità: questa cosa è vera perché la pensano tutti vera!

Io voto quello per cui vota Totti.

3. ad hominem (prevaricante, ad personam, argomento contro la persona, abuso) le premesse dell'argomentazione attaccano le caratteristiche della persona che sostiene il contrario, il fatto che abbia interessi nel dimostrare la tesi (accusa di interesse), o che frequenti persone di dubbia reputazione (colpa per associazione).

Mamumba non può aver ragione perché è negro.

Caso particolare dell' ad hominem è il 'tu quoque'  (o circostanziale) che sostiene la falsità di una tesi sulla base del fatto che chi la sostiene non la rispetta, arrivando a produrre paradossi logici del tipo

Il medico dice che fumare fa male, ma lui fuma, per cui non è vero

4. ad populum (appello all'emozione) ha la seguente forma: la maggior parte della gente approva X (ha emozioni favorevoli verso X), quindi X è vero. L'idea di base è che un'affermazione viene accettata come vera semplicemente perché la maggior parte della gente è favorevolmente incline verso l'affermazione. Più formalmente, il fatto che la maggior parte delle persone ha emozioni favorevoli associate all'affermazione viene sostituito al posto di una vera prova per l'affermazione. Una persona cade preda di quest'errore se accetta un'affermazione come vera semplicemente perchè la maggior parte del resto della gente approva l'affermazione. È chiaramente fallace accettare l'approvazione della maggioranza come prova per un'affermazione. Per esempio, supponiamo che un'abile oratore abbia convinto la maggior parte delle persone ad amare assolutamente l'affermazione che 1+1=3. Non sarebbe comunque razionale accettare quest'affermazione semplicemente perché la maggior parte della gente la approva. Dopotutto, la mera approvazione non è un sostituto per una prova matematica. Una volta la gente approvava affermazioni come "la terra è piatta", "gli umani non possono sopravvivere a velocità superiori ai 40 chilometri all'ora", "il sole gira attorno alla terra" ma si scoprì che tutte queste affermazioni sono false.

Siamo stufi che questi extracomunitari ci rubino il lavoro e ci stuprino le mogli

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regolamento 2 fallacie semantiche (extra dictionem)

ilnono
75 articoli.

Altra categoria di fallacie è quella che riguarda nell'applicazione del ragionamento alcune banali figure logiche, spesso usate scorrettamente perché non le si conosce abbastanza bene, altre volte perché... fa comodo per dimostrare le proprie tesi. Entriamo sempre più a fondo nella comunicazione e manteniamo i nomi latini per coerenza e perché fa figo. In realtà, il fatto è che sottolinea costantemente che queste cose sono note da millenni eppure la gente continua a cascarci. Il nome di questa categoria, extra-dictionem, sta ad indicare il ragionamento sopra al discorso, quindi tutto il costrutto extra grammaticale, sintattico. Il che fa capire qual'è sarà la categoria successiva.

Ma questa è particolarmente importante perché abusata. Alla fine, durante i bisticci, sceglieremo una decina di falli tra quelli più usati (altrimenti diventa davvero complicato) e diversi verranno da questa categoria

1. non causae ut causae è la confusione tra causa ed effetto ed è un errore che ha la seguente forma generale: A e B accadono regolarmente assieme, Quindi A è la causa di B. 

Questo errore richiede che non ci sia, infatti, una causa comune che causi sia A che B. Questo errore viene commesso quando una persona assume che un evento deve causarne un altro semplicemente perché gli eventi accadono assieme. Più formalmente, questo errore coinvolge il trarre la conclusione che A è la causa di B semplicemente perché A e B sono in congiunzione regolare (e non c'è una causa comune che è la causa di A e B. L'errore che viene fatto è che la conclusione causale viene tratta senza giustificazioni adeguate. 

In alcuni casi sarà evidente che l'errore viene commesso. Per esempio, una persona potrebbe affermare che una malattia sia causata dalla febbre. In questo caso, sarebbe abbastanza chiaro che la febbre è stata causata dalla malattia e non il contrario. In altri casi, l'errore non è sempre evidente. Un fattore che rende il ragionamento causale piuttosto difficile è che non è sempre evidente qual è la causa e qual è l'effetto. Per esempio, un figlio problematico potrebbe essere la causa dell'irritabilità dei genitori o l'irritabilità dei genitori potrebbe essere la causa dell'essere problematico del figlio. La difficoltà è accresciuta dal fatto che qualche situazione può coinvolgere un feedback. Per esempio, il carattere dei genitori può causare la problematicità del figlio e il comportamento del figlio potrebbe peggiorare il carattere dei genitori. In questi casi potrebbe essere piuttosto difficile scoprire cosa ha causato qualcosa per primo.

La maggior parte della gente muore negli ospedali, quindi gli ospedali sono dei posti particolarmente pericolosi.

2. ignoratio elenchi è commesso quando una persona fa una conclusione su una popolazione basandosi su un campione che è viziato o di parte in qualche maniera. Ha la forma seguente: il campione S, che è è viziato, è preso dalla popolazione P.  La conclusione C viene fatta sulla popolazione P basandosi su S. 

La persona che commette l'errore sta abusando del seguente tipo di ragionamento, che è conosciuto come Generalizzazione induttiva, Generalizzazione, e Generalizzazione statistica: X% gli A osservati sono B, quindi l'X% di tutti gli A sono B. 

Questo errore viene commesso quando è possibile che il campione di A sia viziato in qualche maniera. Un campione è viziato quando è probabile che il metodo usato per prendere un campione non porti a un campione rappresentativo della popolazione da cui è tratto. I campioni non significativi non sono generalmente molto affidabili. Come caso vistoso, immaginate che una persona stia prendendo un campione da un carico di piccole palline colorate, alcune delle quali sono di metallo e altre di plastica. Se usasse un magnete per scegliere il suo campione, allora il suo campione includerebbe un numero sproporzionato di palline di metallo (dopo tutto, il campione sarebbe probabilmente fatto interamente di palline di metallo). In questo caso, qualunque conclusione che lui potrebbe dare sull'intera popolazione di palline sarebbe inaffidabile perché avrebbe poche o nessuna pallina di plastica nel campione.

3. fallacia dicti si ignorano le tesi espresse dall'interlocutore per metterle in difficoltà attaccando altre argomentazioni che sudbolamente vengono fatte passare come le stesse. Si basa su spostamenti di significato che apparentemente sono così piccoli da sembrare insignificanti, in realtà stravolgono completamente il contenuto espresso nella tesi che si vuole smontare.

Sono contrario al nucleare di generazione precedente alla quarta

Ti sei fatto influenzare dai mass media che fanno passare le centrali nucleari come delle fonti energetiche pericolose

(Ma non ho detto di essere contrario alle centrali nucleari in toto!)

4. petitio principii è un errore in cui le premesse includono l'affermazione che la conclusione sia vera o (direttamente o indirettamente) assumono che la conclusione sia vera. Questo tipo di "ragionamento" tipicamente ha la seguente forma: premesse in cui la verità della conclusione viene affermata o viene assunta (direttamente o indirettamente), l'affermazione C (la conclusione) è vera.

Questo tipo di "ragionamento" è fallace perché l'accettare che la conclusione sia vera (direttamente o indirettamente) nelle premesse non costituisce una prova per quella conclusione. Ovviamente, l'assumere che una affermazione sia vera non serve come prova per quella affermazione. Questo è specialmente chiaro nei casi particolarmente lampanti: "X è vero. La prova per questa affermazione è che X è vero."

Alcuni casi di petizione di principio sono piuttosto vistosi, mentre altri possono essere estremamente sottili.

"Dio deve esistere."
"Come fai a saperlo?"
"Perché la Bibbia lo dice."
"Perché dovrei credere alla Bibbia?"
"Perché la Bibbia è stata scritta da Dio."

"Se queste azioni non fossero illegali, allora non sarebbero proibite dalla legge."

"Credere in Dio è universale. Dopotutto, tutti credono in Dio."

5. modus ponens et tollens è una conclusione logicamente errata del costrutto se A allora B. Questo costrutto logico è vero se dalla verità di A si deduce la verità di B (modus ponens) e se dalla falsità di B si deduce la falsità di A (modus tollens).  Negli altri due casi, la falsità di A e la verità di B, non pone condizioni e quando viene usata in questo modo produce una fallacia.

Vediamo di che forma è la fallacia usando il notissimo esempio (da cui è tratta anche l'illustrazione): se piove prendo l'ombrello. Da questa sentenza, posso dedurre in maniera corretta che se effettivamente sta piovendo allora io ho l'ombrello, e che se non ho l'ombrello in mano significa che non sta piovendo. Invece, posso usare questo costrutto in maniera ingannatoria quando mi trovo ad asserire che visto che non piove allora non ho l'ombrello (dal costrutto logico non si deduce niente, potrei averlo preso lo stesso magari per usarlo solo come bastone da passeggio o per ulteriore sicurezza) e questa è la fallacia di modus ponens. E quando asserisco che dal fatto che ho preso l'ombrello allora sta piovendo (in questo caso, analogo al precedente, potrei comunque aver preso l'ombrello anche se non pioveva) e questa è una fallacia del modus tollens.

6. tertium non datur o falso dilemma è un errore in cui una persona usa il seguente schema di "ragionamento": È vera solo una delle due affermazioni X e Y (quando X e Y potrebbero essere entrambe false), l'affermazione Y è falsa, quindi l'affermazione X è vera. 

Questa linea di "ragionamento" è fallace perché se entrambe le affermazioni potrebbero essere false, allora non si può inferire che una è vera perché l'altra è falsa. Che questo sia vero è chiaro nel seguente esempio:

O 1+1=4 o 1+1=12.
Non è vero che 1+1=4.
Quindi 1+1=12.


In casi in cui le due opzioni sono, nei fatti, le uniche due opzioni, questa linea di ragionamento non è fallace. Per esempio: Bill è vivo oppure morto, Bill non è morto quindi Bill è vivo. 

O con l'America o con il terrorismo.

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regolamento 3 fallacie linguistiche (in dictionem)

ilnono
75 articoli.

Nella terza e penultima categoria andiamo a considerare delle fallacie del discorso vero e proprio, ovvero non legate a costrutti logici, ma linguistici. Talune di queste ancora oggi abusate, dovranno essere considerate attentamente, altre direi che... sono davvero obsolete! Inoltre, cominciando da questo gruppo e soprattutto con il prossimo, non tutte le fallacie hanno (o sono riuscito a trovare io) un nome corrispondente in latino, per mantenere una certa coerenza stilistica, l'ho assegnato io (quasi) arbitrariamente. Il quasi deriva dal fatto che ho cercato di fare in modo che il nome fosse contemporaneamente evocativo del fallo (così come l'icona corrispondente) e che fosse anche simpatico. Forse qualche latinista vero non apprezzerà.

1. compositionis viene commesso quando una conclusione è tratta su un intero basandosi sulle caratteristiche dei suoi costituenti quando, nei fatti, nessuna giustificazione viene data per l'inferenza. Più formalmente, la linea di "ragionamento" sarebbe come segue: le parti dell'intero X hanno la caratteristicha A per cui l'intero X deve avere la caratteristica A. Questo tipo di ragionamento è sbagliato perché non si può inferire che semplicemente perchè le parti di un intero complesso hanno (o non hanno) certe proprietà allora l'intero di cui sono parti ha queste proprietà. Questo è specialmente chiaro nella matematica:

i numeri 1 e 3 sono entrambi dispari. 1 e 3 sono parti di 4. Quindi, il numero 4 è dispari.

Deve venire notato che ragionare dalle proprietà delle parti alle proprietà dell'intero non è sempre sbagliato. Se c'è giustificazione per l'inferenza dalle parti all'intero, allora il ragionamento non è sbagliato. Per esempio, se ogni parte del corpo umano è fatta di materia, non è un errore concludere che l'intero corpo umano è fatto di materia. Similarmente, se ogni parte di una struttura è fatta di mattoni, non c'è nessun errore commesso quando si conclude che l'intera struttura è fatta di mattoni.

Un carro armato usa più benzina di un'automobile. Quindi, i carri armati usano più benzina in tutto il mondo di quello che fanno tutte le automobili.

Una tigre mangia più cibo di un esser umano. Quindi, le tigri, come un gruppo, mangiano più cibo di quello che fanno tutti gli esseri umani sulla terra.

Gli atomi sono incolori. I gatti sono fatti di atomi, quindi i gatti sono incolori.

2. divisionis viene commesso quando una persona inferisce che quello che è vero per un intero deve anche essere vero delle sue parti e non viene data giustificazione per questa inferenza. Più formalmente, il "ragionamento" segue questo tipo di schema: l'intero, X, ha la proprietà A, quindi le parti di X hanno la proprietà A. Che questa linea di ragionamento è fallace è chiaro nel seguente esempio:

4 è un numero pari. 1 e 3 sono parti di 4. Quindi 1 e 3 sono pari.

Dovrebbe venire notato che non è sempre errato trarre una conclusione sulle parti di un intero basata sulle proprietà dell'intero. Finchè vengono date prove aduguate nell'argomentazione, il ragionamento può essere accettabile. Per esempio, il corpo umano è fatto di materia ed è ragionevole inferire da questo che le parti che compongono il corpo umano sono anch'esse fatte di materia. Questo perché non c'è ragione per credere che il corpo sia fatto di parti non materiali che in qualche modo formano materia quando si uniscono.

La palla è blu, quindi gli atomi che la compongono sono anche loro blu.

Una cellula vivente è materiale organico, quindi gli elementi chimici che compongono la cellula devono anche loro essere materiale organico.

3. accentus si cade in questo errore quando ad un ragionamento di carattere generale durante il quale si asserisce una proprietà, segue una specificazione particolare che nega la proprietà generale. Il ragionamento è del tipo: la proprietà A è vera per tutti gli oggetti del gruppo X, ma per il singolo oggetto x che appartiene al gruppo X, la proprietà A è falsa. E' talmente chiaro che questa forma di fallacia conduce ad esiti contradditori che dovrebbe apparire immediatamente errata, eppure sono entrate in uso forme particolarmente efficaci, soprattutto nel linguaggio pubblicitario in espressioni del tipo:

sconti su tutta la merce (promozione sottoposta a limitazioni)

Il nome accentus (accento o accentuazione) sta proprio a significare la successiva specificazione particolare (istanza) che nega la tesi generale.

4. vagus si cade in questa fallacia quando in un ragionamento si utilizzano concetti di carattere abbastanza generale da poter asserire delle stesse cose, sia una proprietà, sia il suo contrario. E' una fallacia molto sottile, che spesso porta a situazioni in cui i due interlocutori stanno dicendo le stesse cose, ma utilizzando termini diversi possono non trovare un accordo o viceversa, sono d'accordo pur avendo visioni diverse. Un esempio di questo tipo di fallacia può essere

Chiunque abbia buon gusto gradisce la buona musica

5. cogitatio duplex è il sofismo per eccellenza, quando cioé, in uno stesso discorso si riesce ad asserire una cosa ed il suo contrario. In un certo senso è anche l'applicazione scorretta del principio del terzo escluso, diverso dal tertium non datur, poiché non si asserisce l'impossibilità di una 'terza via' in maniera errata, ma si asserisce la contemporanea verità di due proprietà mutuamente escludentesi. Dal punto di vista logico è un costrutto del tipo: la proprietà P è vera e anche la proprietà P è falsa. In pratica, si presenta con asserzioni, meno nitide (vedi vagus), quindi è più subdolo da riconoscere, un esempio è

Delle due parti una è buona e l'altra è cattiva. Poiché i cattivi sono loro, noi siamo giustificati a combatterli con tutti i mezzi a disposizione.

Gli individui ... sono buoni e cattivi; I comunisti sono il maggior male che l’Italia abbia mai conosciuto, tuttavia dobbiamo accordarci con loro per fare bene

Chi si deve occupare dell'istruzione sta facendo da anni un ottimo operato, e deve impegnarsi a fondo perché la situazione della scuola è gravissima.

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