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la-realta-e-gettaedricaQuesto video, primo tra le mie produzioni di questo tipo, è uno spot per tutti voi internauti ed è contemporaneamente un elogio ed un monito. Elogio...

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pensiero

La somma delle varie esperienze della parte di vita trascorsa, mi ha portato ad asserire con forza taluni solidissimi pensieri, senza nascondere ancora tantissime incertezze e, ancora di più, ignoranze. Il pensiero muta continuamente affinandosi in una disperata ricerca di perfezione. Ogni passo in tale direzione avviene con il confronto con gli altri, l'esperienza, lo studio e la meditazione. Ciò significa che nel confrontarti con me, avrai a che fare con idee chiare e solidissime, ma pronte a essere rimodellate. Disegno a seguire lo stato dell'arte e in seguito gli sviluppi, mano a mano che saprai farmi capire dove sto sbagliando (se sto sbagliando), perché e come dovrei fare per perfezionare il pensiero. Per inciso, questo è il lavoro che facciamo quotidianamente dentro netfuturismo.it.

  • netfuturismo: io sono netfuturista. Nel senso che aderisco alle idee e ai progetti del netfuturismo, movimento artistico culturale di avanguardia.
  • individualismo: sono per la centralità dell'individuo, dell'uomo, inteso come creatore, ovvero capace di pensiero creativo e capace di trasformare questo suo pensiero in atto, quindi diventato produttore di creazioni. Ogni movimento o pensiero massificante che concepisce la società come un insieme di persone e non come tante persone insieme è da rigettare e combattere.
  • multidimensionalità: in contrapposizione alla tendenza iperspecialistica della società contemporanea, ritengo che gli individui debbano ricercare in sé stessi un continuo perfezionamento in tutte le direzioni, intellettuali, etiche e fisiche, come grandi categorie, ma il concetto va esteso a tutti i campi delle possibilità umane.
  • bisticci ricreattivi: uno dei principali strumenti di crescita individuale e di contributo sociale è il confronto, ma non con le modalità che sono in voga ora, ovvero partecipazione passiva e compiacenza. Meglio sono le regole dei bisticci ricreattivi sulle quali questo sito si basa, ovvero partecipazione attiva (intrinseca in un uso corretto dei nuovi media partecipati) e non compiacente. Le tre regole fondamentali che ritrovi nelle regole dei commenti sono (1) il desiderio di confronto, (2) la ricerca della verità e (3) l'uso rigoroso della logica.
  • retarchia: è darwinismo. è evoluzione. l'uomo è un essere sociale perché ha scoperto da tempi immemori che insieme si fa molto di più che da soli. Costituirsi rete è un istinto innato che combatte quotidianamente con altri istinti profondamente innati: sopravvivenza, egoismo, egocentrismo. Il superamento degli infantili concetti di bene e male si ottiene con la comprensione che costituirsi una rete rappresenta un beneficio per sé stessi e per gli altri maggiore di quanto non si possa ottenere da soli. Non è una questione etica, morale, religiosa. Non si tratta di essere buoni. Si tratta di essere intelligenti.
  • new media vs old media: l'esplosione dei nuovi media interattivi o peer to peer ha spinto tutti a riflettere sul devastante effetto che i vecchi media hanno avuto sulla supina disponibilità degli individui a lasciarsi massificare. Quel tempo è finito, rimane solo la convalescenza. I vecchi media devono essere messi da parte come principali colpevoli della legittimazione della massificazione di pensiero. É ora che, attraverso l'utilizzo dei nuovi media partecipati una nuova coscienza prenda forma e invece che tentare di riprodurre ovunque (scuola, arte, politica, sport) il vecchio meccanismo trasmissivo-ripetitivo, si passi ad un nuovo meccanismo creativo-partecipato.
  • antidivismo massmediatico: il divismo massmediatico è uno dei mali peggiori della cultura massificante dell'ultimo secolo che giustifica la posizione del divo sul piedistallo e quella del fan adorante incapace di fare altro che adorare o, al più, emulare. Combatto strenuamente ogni forma di divismo in tutti i campi: artistico, politico, sportivo, professionale. L'individualismo prevede che ognuno sia unico fan di sé stesso. Non dimentichiamoci che l'applicazione di questo effetto ridurrebbe drasticamente la ingiustificabile sproporzione dei compensi economici dei cosiddetti divi.
  • artstra: difficile farlo capire, ma le storiche posizioni politiche destra e sinistra non esistono più. Rimangono gli antichi retaggi per giustificare idiozie politiche mentre la gente, strumentalmente, continua a parteggiare per la squadra che ha scelto. Tra destra e sinistra, scelgo provocatorialmente artstra, che è un termine creato palindromando il finale comune delle due parole 'destra' e 'sinistra'. Il risultato ha somiglianze fonetiche con quello che può essere identificato come un regime artistico, inteso con la vecchia concezione di creatività e comunicazione. Il simbolo è la sagoma di una mano con due pollici.
  • genianarchia: questo É un sito politico. Solo che la politica di questo sito non si riconosce con nessuno dei partiti esistenti (talune posizioni del pirate party). Il regime che auspico è una genianarchia, ovvero un'anarchia che segue ad una fase di perfezionamento degli individui. Quando i concetti indicati saranno diventati parte integrante del pensiero comune, è credibile che non sarà più necessario definire regole, la gente sarà in grado di autoregolarsi. Il fallimento di tutti i precedenti tentativi in questa direzione è stato causato dalla mancanza di questa pre-fase di formazione.
  • economia antropocentrica: non ho grosse esperienze in campo economiche, ma ho le idee molto chiare su un principio che vedo continuamente disatteso: l'economia dovrebbe essere al servizio dell'uomo e non viceversa. Il denaro dovrebbe servire per corrispondere la produzione di beni e servizi e a null'altro e con le tecnologie moderne dovrebbe/potrebbe non servire più. Non capisco il senso dei prestiti ad usura, dell'investimento in borsa, del fatto che devo comprare per far funzionare l'economia e non che sia l'economia a modificarsi per venire incontro alle mie esigenze di non avere proprio un bel nulla da comprare! In realtà capisco perché è così, ma non capisco perché si accetti universalmente che questa cosa (assurda) vada bene così.
  • il senso del lavoro: il lavoro è il modo che abbiamo di trasformare il nostro essere in qualcosa di reale; è il modo che abbiamo di partecipare alla società, di esserne parte e di lasciare qualcosa di noi che ci sopravviva. Se socialmente è ammissibile che questo sia corrisposto in denaro (e mi va bene), il denaro non può corrispondere a nient'altro. Per questo motivo ritengo assurdo, immotivante, concettualmente sbagliato, il gioco d'azzardo a partire dalla tombola di natale fino al super enalotto, dalle macchinette del poker ai giochi a premi basati sulla fortuna. Per questo motivo li combatto strenuamente, li boicotto e invito tutti a fare lo stesso.
  • libere idee in liberi cervelli: sono contrario ad ogni forma di protezione delle idee, al copyright, al copyleft anche alle creative commons che ho appoggiato su questo sito. Auspico un mondo dove il riconoscimento morale ed economico della paternità delle idee sia un atto dovuto e spontaneo.
  • oltrarte: la definizione più vicina al vero della parola arte è 'raffinata forma di comunicazione'. Nulla a che vedere con quello che è l'arte oggi e di quello che è stata in questi ultimi secoli. Se si applicasse questa definizione non si capirebbe più la mercificazione dell'arte o quelle opere inconsistenti, belle esteticamente, ma che non hanno niente da dire. Ciò di cui mi occupo io è lo studio e l'applicazione di nuove forme comunicative, il più efficaci e raffinate possibili, cioè ciò che dovrebbe essere l'arte, ma non è stata. Per questo merita un nome nuovo: oltrarte.
  • avanguardia di massa: altra enorme spaccatura (oltre a quella economica) a cui sta andando incontro la nostra società (da un secolo ormai) è anche in campo artistico: l'arte popolare è sempre più futile e quella avanguardistica sempre più autoreferenziale. Si tratta di fare un doppio lavoro: afferrare contenuti e forme di alto valore e renderle comprensibili al maggior numero di persone. Ricordando che in un processo comunicativo ci sono sempre almeno due parti coinvolte (emittente e ricevente), se la parte ricevente non è affatto... ricettiva, la comunicazione è impossibile. Ma che almeno si faccia del proprio meglio, curandosi anche del 'a chi si vuole comunicare'.
  • agnosticismo: le religioni hanno fatto il loro tempo. In altra epoca forse sono servite ad unire, ma adesso non servono più. Sono organizzazioni intrinsecamente e premeditatamente massificanti che spacciano verità assolute su argomenti nei confronti dei quali, è facilmente dimostrabile, non è possibile asserire né una sentenza, né il suo contrario. In questo ho imparato ad essere umile: non posso capire, non posso sapere. Non mi rimane che continuare a provare o, al più, aspettare con curiosità di 'leggere le soluzioni a fondo pagina', pensiero che mi fa accettare la morte con maggior interesse e tranquillità di quanto non abbia mai visto in nessun credente.
  • il segreto della felicità: il punto chiave di tutto questo bailame sociale. In molti, troppi, si sono dimenticati che la cosa che vogliono veramente (tutti, per definizione!) è essere felici. L'effetto è che ci si concentra di più su ciò che si presume ci renderà felici che sulla felicità stessa. A mezzo tra i due luoghi comuni 'i soldi non danno la felicità' e 'questa frase l'ha di certo pronunciata un povero', ci sta il fatto che, come per molti altri mezzi intermedi, i soldi possono comprare la felicità, ma non sono la felicità. Lo stesso si può dire del sesso, del potere, del piacere. La felicità sta in ciò che si è, che si sa e che si fa, non in ciò che si ha.