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l'anarchia è già in mezzo a noi
Ma quando ti dicono: non è possibile, sarebbe meraviglioso, ma è un'utopia!
È importante che gli individui capiscano non solo che l'anarchia è possibile, ma che è l'unica scelta accettabile; scegliere altro è accontentarsi.
Ti dicono che l'uomo è intrinsecamente opportunista; che ciò non sia vero è dimostrato dalle mastodontiche organizzazioni sociali in tutto il mondo. Siamo in una fase di transizione della nostra evoluzione dove l'istinto di sopravvivenza, ancora molto forte, va calando e l'istinto di socialità , ancora un po' *diciamocelo* blandino, va crescendo. Un giorno, tra qualche migliaio d'anni, chi leggerà questi scritti si stupirà della necessità di scrivere... tali banalità .
Quindi la ricetta quotidiana è: lavorare per piacere, facendo qualcosa di utile a se è al tessuto sociale, senza avere in cambio riconoscimenti economici, ma potendo usufruire parimenti del lavoro degli altri individui... ti ricorda nulla?
Personalmente ritengo il mio lavoro istituzionale un portatore sano di stipendio. Non completamente, per carità ! Diciamo che se mi regala un 20% di soddisfazione, il resto è noia necessaria se voglio sopravvivere nel capitalismo. Otto ore al giorno con una resa del 20% giustificano il 100% della mia sussistenza; le rimanenti tre ore al giorno dedicate mediamente ad attività sociali (non ultimo la scrittura di questi stessi post) non sono riconosciute in nessun modo, nonostante (ne sono consapevole) abbiano un'utilità che, confrontata al resto della mia giornata lavorativa, può essere stimata al 200%.
Quanti sono in queste condizioni? Quanti lavorano per vivere e dedicano il loro tempo libero a cose utili? Io ne conosco tanti. I netfuturisti, ad esempio, lavorano così: ogni ora di tempo libero per costruire un pensiero avanguardistico completo e coerente. Ma non c'è bisogno di cercare tanto in là : pensa ai volontari del 118, agli educatori *sigh* religiosi, le associazioni senza fini di lucro (quelle vere!), anche i volontari all'interno dei partiti politici. Moltissima gente, già adesso, sa cosa significa lavorare, darsi da fare, sbattersi con passione per qualcosa in cui si crede e per farlo, aspetta di essere stimbrato. Così diventa: il lavoro è quella cosa noiosa che ti procura lo stipendio, l'hobby è quella cosa entusiasmante che serve, ma che non vale niente; questa è già una verità diffusa adesso!
Si tratta di montare su questo lavoro vero, non retribuito, fatto di passione, che ora è considerato un surplus, spingere l'acceleratore a tavoletta e superare il lavoro istituzionale in quarta! Di metterlo tutto insieme e dargli la dignità di colonna vertebrale produttiva per l'anarchia che verrà .
Facciamo un esempio. Alla settimana scopro che ho quattro ore libere, che magari di solito aspetto indolente, non uso (ricordati che il tempo*uomo, oltre alle risorse del mondo, è l'unica cosa che abbia valore in (geni)anarchia!). Se tu potessi usare queste quattro ore per fare qualcosa che ti piace, avresti buttato un'altra goccia nel mare anarchico. Se ti piace ad esempio costruire ninnoli, falli e portali nel negozio anarchico* o appoggiali su un portale e chi li vuole se li viene a prendere. Ti piace insegnare? Mettiti a disposizione di chi ha bisogno. Ti piace coltivare? Ottimo, organizzati per distribuire i prodotti in modo che non vada a male nulla. Il gioco è che se ognuna di queste attività è fatta per la sola propria gratificazione, alla distribuzione del prodotto non seguirà un corrispettivo economico. Adesso... se è ancora più spiccato il tuo istinto opportunista di sopravvivenza, starai pensando all'uno che perdi; se invece si è sviluppato abbastanza il tuo istinto sociale, starai pensando al mille che guadagni! Tieni presente che l'evoluzione ha una sola direzione e gli individui del primo tipo hanno il solo destino di estinguersi.
Ricorda: quando il prodotto è finito, non te ne devi più preoccupare. Ti ha dato tutto quello che poteva darti con la soddisfazione di averlo fatto. Quindi se ne usufruisce un altro anarchico, bene, il ciclo prima o poi si chiuderà , se ne usufruisce un ananarchico, potrebbe essere l'occasione per fargli capire come può essere migliore il mondo.
Due riflessioni e poi le altre magari le lasciamo nei commenti:
*il negozio anarchico è un negozio dove non c'è un negoziante: chi ha, porta e chi ha bisogno, prende. Per rendere movimento un'iniziativa di questo tipo (con vecchi canoni si dovrebbe definirla commerciale *gh gh*) è necessario che gli individui si organizzino e che rendano anche partecipi passivi gli ananarchici, ma non si può lasciare che l'opportunismo ananarchico se ne impossessi. Ricordo che fintanto che siamo nel transiente dall'ananarchia all'anarchia, il rapporto con le strutture non anarchiche non può essere gestito in maniera anarchica. Per cui nel negozio anarchico oltre a verificare che non venga saccheggiato stupidamente da ananarchici si dovrebbe approfittare per divulgare le iniziative anarchiche.
Mano a mano che un'iniziativa di questo genere si diffonde, girerà sempre più lavoro non retribuito e sempre meno lavoro retribuito causando due grossi effetti che innescheranno le reazioni degli ananarchici: la concorrenza sleale e il calo di entrate fiscali. Mentre per il primo problema non posso che lasciare un monito, poiché la soluzione dovrà essere escogitata caso per caso, per il secondo bisognerà necessariamente organizzarsi offrendo gruppi di supporto alle esigenze pubbliche.
Ci pensi quanta gente già adesso ha aperto spontaneamente e singolarmente la strada all'anarchia? Ci pensi organizzandoci quanto potremmo fare? Probabilmente se tutti collaborassimo, venti ore alla settimana sarebbero sufficienti, ma chi (non avendo più bisogno per la sussistenza) dedicherebbe solo venti ore alla settimana ad una cosa che gli piace?
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