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la miglior soluzione ai problemi della gente è la gente
Come ho già avuto occasione di sottolineare, durante questi giorni di emergenza neve (scrivo da Forlì dove ha nevicato, non da Roma dove han detto che l'ha fatto), attraverso i siti di social networking si sono sentite le grida della gente e le azioni delle istituzioni. Grida in senso esteso, perché c'è stato chi ha giustamente gridato peste e corna, chi si è lamentato per stronzate, chi si è lamentato in cerca di coccole, chi si è rilassato postando foto poetiche, chi si è sbattuto per spalare neve... insomma, grida di ogni tipo.
La cosa buffa è che quando cade oltre un metro di neve in meno di dieci giorni significa che ogni singolo centimetro quadrato di tutto il territorio ha diritto al proprio metro di neve; significa che... hai voglia a centralizzare gli interventi, hai voglia a istituzionalizzare le procedure di emergenza, protezioni civili, comuni, eserciti; già dai primi giorni si leggevano gli inviti chi può spali davanti a casa propria, che son diventati chi può si spali la strada fino a chi è disponibile stiamo costruendo gruppi di volontari.
taaac!
Alla fine la soluzione è questa; va ben gli spalaneve e gli spargisale, finché la roba è quella che è, ma quando arrivano i problemi veri, bisogna che sia la gente (gli individui! le persone!) a rimboccarsi le maniche, aiutarsi, stringersi. É normale che sia così, il numero di persone abili e poco indaffarate, in questi giorni bloccati dalla neve, era impressionante rispetto ad ogni altro numero pensabile e gestibile da una qualsiasi istituzione.
La cosa meno normale, ma prevedibile, sono state le reazioni del tipo ma come: pago le tasse e quando è il momento mi devo spalare la strada da solo?
Yes, my dear.
Ma non è colpa tua se arrivi a pensare cose del genere, è che un sistema di governo (in senso esteso, gestione della cosa pubblica) centralizzato ti aiuta ad arrivare a questa conclusione: pago per disinteressarmi. Il che va bene finché va bene, ma quando nascono i problemi, si scopre che è un sistema che non funziona. Perché c'è bisogno di te. E guarda che non è una novità : c'era bisogno di te anche prima, c'è bisogno di te sempre. Solo che normalmente se non ci sei, le cose vanno a puttane un po' più lentamente, quasi in maniera impercettibile, però ci vanno.
Le tasse non possono essere il modo in cui tu paghi il tuo disinteresse e loro pagano il tuo silenzio, se c'è bisogno di una catastrofe perché tu te ne accorga, ben venga, perché è molto più catastrofico questo atteggiamento che cento giorni di neve. Ora fa in modo che la catastrofe sia servita: vedi di non dimenticartelo!
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