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berlusconi È stato il migliore

alfredone
47 articoli.

podio

Ho sentito tantissime speculazioni sul berlusconi-divide (chi lo odia e chi lo ama), sul fatto che ognuno di noi è un piccolo berlusconi, sui motivi del suo innegabile successo e che a lui gli italiani perdonano tutto. Tutte speculazioni basate sull'effetto (l'uomo) e non sulla causa (la struttura sociale).

Se si ragiona sulla causa, non solo si capiscono bene i motivi sia dell'odio che dell'amore, ma si trova in fretta anche una soluzione, perché è innegabile: berlusconi È stato il migliore.

Entrando in questa era storico-politica, prima di cominciare a giocare, abbiamo accettato perlomeno tre regole enormemente stupide:

  1. liberismo: le scelte che il singolo imprenditore fa all'interno del mercato sono basate esclusivamente sul proprio profitto, con la speranza (vana dal 1949) che questo comporti un miglioramento per tutto il mercato. E in questo berlusconi È stato il migliore;
  2. capitalismo: il capitalismo è un meccanismo economico del tipo 'winner takes it all' ovvero, come si dice abitualmente, i soldi chiamano soldi, più ne hai, più ne avrai. Si capisce che, un meccanismo del genere tende inevitabilmente ad accentuare le differenze sociali a favore di coloro che hanno interessi economici; ovvero, chi ha interessi sociali o culturali (tipo insegnanti o intellettuali) non sono premiati, mentre è premiato chi investe; è solo questione di tempo, ma alla fine ogni singolo aspetto non economico della società (cultura, informazione, ...) può essere comprato dal vincitore. E anche in questo berlusconi È stato il migliore;
  3. democrazia: una democrazia ha senso se il divario tra il primo e l'ultimo non è tale che il primo possa manipolare l'ultimo. Quando le regole consentono i primi due punti, la democrazia è esposta al rischio di essere presa in ostaggio dai gretti per procura degli idioti, al punto in cui chi domina può continuare a farlo con l'approvazione dei dominati. Definitivamente in questo berlusconi È stato il migliore.

Quando cominci un gioco sapendo le regole (e tutti le sapevamo e forse sapevamo anche che tanto giuste non erano) non è che quando perdi il gioco puoi andare a frignare che le regole sono sbagliate: dovevi dirlo prima!

Berlusconi non è un rischio solo italiano, diciamo che, in generale, gli italiani sono i più bravi a capire le regole del gioco e a girarle a proprio favore, un programmatore direbbe che l'italia è un ottimo beta-testing. Nel bene e nel male. Diciamo anche che, nonostante l'aggressione più forte mai subita fino ad ora, la democrazia ha tenuto, ma non si pensi che questo sia una dimostrazione della validità della democrazia. Il berlusconismo non finisce con la sconfitta politica dell'uomo berlusconi, i suoi processi e il suo arresto. Non finisce fintanto che i media monodirezionali non saranno stati abbattuti a favore dei nuovi media o fintanto che non viene distrutto il monopolio informativo e forse neanche dopo. Sta arrivando una generazione cresciuta all'ombra di questa cultura. Figli di una istruzione pubblica, informazione, arte e cultura che sono completamente da ricostruire.

Mi auguro solo che sia chiaro a tutti che la ricostruzione non deve avvenire con i canoni passati, ma andando verso una struttura politica e sociale che non sia più preda di queste aggressioni. Io la chiamo genianarchia, ma anche netarchia è un bel nome.

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