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kuhill e la guerra dei Mattazzi
Kuhill è andoriano da parte di madre e Drullo del tecnobosco da generazioni.
Non che abbia suscitato reazioni razziste. Il suo essere andoriano è evidente per la morbida coda decorativa, due occhi enormi da cerbiatto e arti lunghi e affusolati. Per il resto Kuhill può sembrare un falesino qualsiasi.
Nel fare il Drullo, no. Nel fare il Drullo è davvero speciale, e non perché sia andoriano. Kuhill veglia sul Tecnobosco venti ore al giorno e per tutta la settimana destra: non è mai stanco. Se è stanco, dorme sopra lo stesso vecchio Tipiglio in cui ha installato la Centrale Ricettiva.
Dormire nel Tecnobosco è relativamente facile e riposante: per questo bastano pochi minuti! In effetti 'Tecnobosco' è un termine forse eccessivo, perché l'assorbimento radiante di giorno avviene solo dalle 15:00 alle 17:00, fino alla prima interruzione pubblicitaria. L'energia elettromagnetica viene poi rilasciata lentamente durante tutta la notte, sottoforma di rumomusica rilassantissima che va da suoni che si scrivono come svisshhhh ad altri che si scrivono come frrrrrissshhhh.
Il vecchio Tipiglio è un albero secolare-semovente-ma-molto-lentamente da cui si può guardare tutto il Tecnobosco. Non va molto in là . Va anche detto che consuma pochissimo.
Una cosa la si può dire con assoluta certezza senza timore di smentita: se nel Tecnobosco succede qualcosa, Kuhill lo sa; se nel Tecnobosco succede qualcosa, Kuhill interviene e sistema. Bella forza, direte voi, altrimenti che Drullo sarebbe! Giusto.
Nonostante tutto, oggi (il giorno in cui vi racconto la storia) Kuhill è preso alla sprovvista da una notizia felicemente condotta alla Centrale Ricettiva sopra il vecchio Tipiglio da Iliviano il microcip. Più o meno tutti gli animali del Tecnobosco adorano il giovane Drullo e chi può lo aiuta nel tenere tutto pulito e ordinato. Iliviano è vecchio, ormai. I suoi figli sono già volospariti per altri nidi con le loro consorti microcip. La pensione garantita dal governo delle 21:30 è ottima, così Iliviano può dedicarsi ai suoi passatempi: leggere i videopoemi in tv e aiutare Kuhill a tenere il Tecnobosco in ordine.
- Kuhill, Kuhill, ti chiamo io mentre lo faccio.
- Hola, Ili', qual buon vento?
- Vento di risa: hai voglia della notizia del giorno che ti dico io se mi dici che ne hai voglia?
- Di quale giorno?
- Uno, dico io che l'ho detto. E l'ho sentito quando lo dicevo per cui ne sono sicuro. Ma che combinano i Mattazzi, i Mattazzi che combinano lo sai o te l'ho detto?
- Ho visto che sono scesi nella valle a due gruppi di tutti-diviso-due, faranno una partita a Crunch…
- Ma che dici mentre ti ascolto! Per fortuna che c'è la fortuna che te lo dico io che non sono un altro: fanno la guerra e si combattono in due schieramenti.
- La guerra? E che cosa sarebbe: un gioco nuovo?
- Magari! Lo sarebbe se lo fosse. Rischia invece che si fanno male se qualcuno non evita il rischio che se ne facciano. Che dici di dire, Kuhill, andiamo a vedere cosa c'é da vedere?
- Io vado e tu che fai?
Salto-volando aggrappati alle antenne più alte degli alberi maestri, Kuhill e Iliviano arrivano alla valle dei Mattazzi in men che non si dica, tipo due righe fa. Nascosti dietro un Frospuglio, aspettano un po' che arriviamo anche noi e poi cercano di capire cosa stanno combinando questa volta i Mattazzi, perché una giusta non ne avevano mai fatta, ma tanto meno la guerra…
La valle è come un enorme ciotola naturale, distesa d'erba da rùmino e bassi Frospugli, tutta circondata dal Tecnobosco e cicoria. Quando piove tantissimo, s'accolma d'acqua e i pesci ci vengono in vacanza, diversamente lavorano al lago Lagosto, nella parte nord-estiva del Tecnobosco. Forse una volta (tipo, tanto tempo fa) c'era un ghiacciaio che si era stufato evaporando, o un vulcano alla rovescia, che eruttava dal basso. Kuhill preferisce pensare che i giganti ci facevano le torte, ma è assurdo: ai giganti i dolci non piacciono.
Ecco allora che la valle dei Mattazzi, dove di solito vanno i bambini Mattazzi a rotolarsi per gioco dal basso verso l'alto (saranno bambini, ma sono anche Mattazzi!) o le Frigomucche a pascolare. Quel giorno (sempre lo stesso di questo racconto, quindi oggi per chi scrive, a destra di chi legge) i Mattazzi si sono schierati in due divisioni intere, cioè senza resto: al lato est, capitanati da Plic (un nome insolito per un Mattazzo, ma tutti i Mattazzi hanno nomi insoliti) che strilla ordini a destra e a sinistra, mentre i suoi compari corrono avanti e indietro, sopra e sotto, per fare tutto senza che serva a niente. Gli ordini sono sottotitolati per i non udenti con enormi bandiere sventolate al vento da diciotto Bandierini Mattazzi, chiaramente visibili alla pagina 777 del televideo.
Al lato ovest, Pac (vi ho già detto che i nomi dei Mattazzi sono insoliti?) sta davanti a tutti; guarda cosa fa Plic in lontananza e cerca di copiare. Male. Ma fare peggio è impossibile, perché tanto anche i Mattazzi che sono con lui, corrono e corrono senza arrivare da nessuna parte. Pac si serve del telefono senza fili per passare gli ordini. Ma già al terzo passaggio, destra è diventata sinistra e anche il governo delle 20:30, alle 21:14 è vittima del ribaltone. Addio pensione, pensò Iliviano.
Tutti vestono strano. E questo è normale per i Mattazzi. Tutti hanno in mano degli strani oggetti di gommaprene e pastamolla. E anche questo può essere normale per i Mattazzi. Tutti hanno in testa lo stesso strano cappello: quelli di Plic, i Plicchiani, lo portano con la visiera davanti; quelli di Pac, i Pacchiani, lo portano con la visiera di dietro. E questo era strano anche per i Mattazzi.
Proprio mentre cominciano a intonare canti denigratori e a mostrarsi reciprocamente i genitali, al Frospuglio dove Kuhill e Iliviano si sono nascosti, arrivano Ettah ed altri bimbi Mattazzi. Ettah è la più strana dei Mattazzi. Una bimba famosa in tutto il tecnobosco perché racconta delle storie inverosimili. Peggio che 'Alessia nel mese delle Parapiglie', perché a quella storia lì, ancora ancora ci si crede che possa avere un fondo di verità . Le storie di Ettah sono davvero impossibili! C'è quella dove uno faceva attraversare i pedoni sulle striscie, o quel paese dove tutti pagano le tasse. Ah, e poi c'è la storia del politiconesto e la scuola che ci impari qualcosa: ma insomma! Kuhill tante volte ha tentato di farle capire che se voleva che la gente ascoltasse le sue storie, un legame con la realtà lo doveva mantenere. Non glielo diceva con cattiveria, ma solo perché Ettah soffriva del fatto che gli altri del Tecnobosco (Biculli compresi, e loro, si sa, credono veramente a tutto!) non ascoltavano le sue storie per più di due respiri. Inventavano delle scuse assurde (meno delle storie di Ettah!) e poi scappavano. Ettah ci soffriva per questa cosa, piangeva di nascosto a volte, ma non riusciva a rinunciare a raccontare le sue storie assurde!
- Ettah, che succede tra i Mattazzi?
- Cia' Kuhill, Hola Ili'. La denominazione di questo evento è guerra, guerra è ciò in cui si stan prodigando!
- Che ti avevo detto io prima quando dicevo di avertelo detto?
- Ma cos'è questa g-u-e-r-r-a?
- Quanto è nel tuo campo visivo, niente di più, niente di meno. Alla mia stessa memoria sovviene dai meandri dei ricordi passati una novella antica di due popoli in divergenza di opinioni a tal grado da giungere inaspettatamente alla terminazione l'uno dell'altro…
- Ettah, non cominciare con le tue storie assurde!
- Se cominci a raccontare una storia che inizia con te che racconti la storia dall'inizio, io devo assolutamente avere il dovere di andarmene ad un appuntamento con uno che non esiste a cui non ho mai detto che proprio adesso che è ora dovevamo evitare di vederci!
- Tranquillo Ili', non è il momento delle favole di Ettah, ora: vero, Ettah?
- Umpf. ma quella antica novella aveva un fascino accattivante…
- Raccontami di questa, invece…
- Tutto ebbe inizio con l'approssimarsi dei Campielli al paese dei Mattazzi…
- A cosa ti riferisci quando parli dei tuoi riferimenti alla parola Campiello che hai appena pronunciato?
- Il _Campiello_ è una sorta di cappello, con la principale differenza che va in testa ed ha un numero di finalità molteplici, quantizzabili a quattro: primo, ripara dal sole; secondo, migliora l'estetica; terzo, identifica lo stato sociale; quarto, porta alla guerra.
- Ma com'è possibile arrivare alla guerra per un Campiello?
- Non per il Campiello in quanto esso stesso entità , piuttosto per la maniera in cui indosso lo si porta! I Plicchiani asseriscono veementi che la visiera del campiello deve a tutti i costi essere sfoggiata in posizione frontale. Di per contro, i Pacchiani insistono strenuamente che la visiera sia stata concepita per essere indossata da tergo. Lunghe riunioni ed incontri cittadini non hanno messo fine a tal diatriba. Sono seguite sapienti propagande e referendum: niente da fare! Metà Mattazzi si professano seguaci della teoria di Plic, La rimanente metà giurerebbe che Pac asserisce la sola verità . Ed ecco la guerra.
- ?
- ?
…
- Scusa, ma non c'è modo di evitare questa guerra?
- Ehi! Io mi dedico alla narrazione di storie inverosimili, non sei tu forse il Drullo del Tecnobosco? credo che faccia parte delle tue mansioni arrivare al bandolo di questa insolita matassa!
Ettah ha ragionissimo! Anche Ili' lo pensa, si può sentirlo fin da qua. Non c'é bisogno di dire altro: Kuhill gonfia il petto, si rizza in piedi e, agile come un andoriano, raggiunge con una corsa il centro della valle dei Mattazzi. Da qui estrae il suo elettrocorno, aggancia il cavo dell'alimentazione ad un onda elettromagnetica che passa di lì per caso ed emette un potentissimo rumosuono. Se dovessi scriverlo, scriverei qualcosa tipo chsrcccshhhzzxxkk e qualche altra cappa e zeta.
Tutta la valle piomba nel silenzio (tranne i Beccucci: quelli continuano il loro stridìo anche dopo che hanno smesso!) e Kuhill urla
- Plic e Pac qui da me, subito!
mormorìo mormorìo mormrìo mormro mrmr mrmr mrmr mrmr mrmr
poi Plic risponde
- Avimmo di fare la guerra, Kuhill. Se ne parliamo in successivamente?
E Pac dall'altra parte fa eco
- Come ha detto lui!
Fumìno di indignazione e strillo poderoso (più dell'elettrocorno)
- SUBITO!!!
A capo chino, si avvicinano i due capigruppo da est e da ovest verso il punto in cui Kuhill li stava aspettando.
- Cos'è quel pezzo di gommaprene e pastamolla che hai in mano, Plic?
- Questa? Questa qui? Un arma portentissima che facisse male assai agli altri e non a me. E questo saribbe un riparatore tipo di uno scudo, così che gli altri non fanno male a me.
- Ce li ho anch'io. Uguali. Però meglio.
- Ma sono di gommaprene e pastamolla: è impossibile farsi male con quelli!
- Ehi! Noi siamo Mattazzi, mica Idioscemi!
- Ehi! Noi siamo Mattazzi, mica Idioscemi!
- Cos'è questa storia della guerra?
- Sono loro che non volessero portarsi il Campiello alla diritta...
- È vero, siamo noi che non lo vogliamo!
- E non si può trovare una soluzione diversa dalla guerra?
- No, finché i Pacchiani si ostinerebbero portandosi la visiera rovescia!
Si sarebbe potuto andare avanti per ore, per fortuna Kuhill conosce bene il suo mestiere. Invoca la saggezza fotosensibile e la forza artificiale attraverso le formule che i Drulli del Tecnobosco si trasmettono da generazioni. Danza la introdanza camminovolando sui cotòfili ed infine, con uno sforzo di testa ed un lampo di genio, gli arriva l'illuminazione sostenibile.
- Plic, girati!
- Se si gira lui, mi giro anch'io…
- Uhm. Allora facciamo così: Plic fermo, Pac girati!
Obbediente all'autorità del Drullo, Pac fa quello che gli viene chiesto. Un gesto apparentemente banale, ma mai nulla di banale succedeva nel paese dei Mattazzi. Appena i Mattazzi vedono che le visiere di Plic e Pac sono allineate nella stessa direzione, cominciano a gridare al tradimento taluni, e alla vittoria gli altri. Qualcuno si dispera per la sconfitta, qualcun'altro torna a casa perché si era dimenticato di cambiare canale.
Insomma la faccenda si sgonfia in quattro e quattro otto e per gioco e divertimento i Mattazzi cominciano a portare il Campiello rotocamminando, così un passo hanno la visiera davanti e il passo dopo la visiera dietro. non è normale, dite voi? giusto, ma in fondo stiamo parlando dei mattazzi, o no?


