By A Web design Company
casa elettrica

di fronte ai cambiamenti epocali, è straordinario quanto sia diffusa la credenza popolare che solo chi è in posizione di potere può influenzarli e l’uomo comune non può che subire il travolgimento degli eventi. Una scusa comoda e una grave malattia sociale che contribuisce al perpetuarsi della degenerazione sociale ed ambientale. E non è solo una questione di piccole scelte quotidiane con le quali effettivamente e indiscutibilmente forgiamo il futuro, ma ci sono in gioco anche le scelte per così dire macroscopiche. La scelta della casa e dei trasporti, ad esempio. Fa parte della vita di tutti e (pubblicità docet) ancora è guidata da valori inconsistenti e una pennellata di finto ecologismo. La mia prossima casa (e l’ultima) sarà una casa elettrica. Un sogno (futurista) che ha quasi cent’anni, che non so se sia già stato realizzato, ma casa mia sarà così! Nessuna necessità di combustibile, produzione propria di energia elettrica per le esigenze domestiche (incluso il riscaldamento e l’acqua calda) ed i veicoli elettrici, riduzione dell’uso dell’acqua potabile e minimizzazione della produzione dei rifiuti indifferenziati. Dovrà essere una casa fatta per essere vissuta e non mostrata e perfettamente integrata con le innovazioni tecnologiche: basta con la stanza principale (la sala) tivucentrica, i mezzi di comunicazione di massa predominanti in casa saranno quelli multidirezionali. E’ straordinario pensare come oggi un sogno del genere possa diventare realtà .
discotecamenti intensivi
Sabato esco, yes I do. C'è una roba che si mangia europeo e non va male: prendi un po' d'aria, vedi gente, fai chiacchiere e scopri che in tutta l'Europa, cioè in ogni singolo stand, il maiale è maiale e le patate sono patate. Qualcuno poi dice che una birra è più buona dell'altra, io dico che è solo un buon motivo per giustificare sei euro per una birra media: Monti è già passato anche di qua.
Ma la cosa che noto di più è la calca che continua ad aumentare con il tempo fino a che a sera piazza e strade sono un muro invalicabile di carne.
Segno indubitabile del successo di una manifestazione, dirai tu (di sicuro lo dice l'organizzatore!); il successo di una manifestazione è direttamente proporzionale all'affluenza, per i più.
Sarà la vecchiaia, sarà il buon senso, ma da una certa densità umana in avanti, comincio a sentirmi infastidito. Diciamo che vorrei avere circa 20 cm di spazio attorno prima di cominciare ad avere addosso i 20 cm che dovrebbero volere attorno anche gli altri.
Ovvero, ho la sensazione che una manifestazione abbia successo sì quando c'è affluenza, ma anche quando l'affluenza è tale che parcheggi, servizi e locali (luoghi in questo caso) sono dimensionati opportunamente per la gente che arriva. Una sorta di... rapporto aureo.
So bene che un ristretta elite condivide questo pensiero e che l'idea generale di movida è più siamo meglio stiamo. Infatti è proprio questo ragionamento che mi ha portato a pensare: ma come faranno gli ambientalisti, animalisti e verdi vari a convincere l'opinione pubblica che gli allevamenti intensivi sono un errore, quando l'uomo stesso paga per essere sottoposto allo stesso trattamento nel suo momento settimanale di più sfrenato divertimento?
Ho la sensazione che sia una battaglia persa.
banda stretta virtuale e banda bassotti reale
Proprio su questo sito il 25 novembre 2011 rilanciavo l'impegno del nostro governo di investire 1,3 miliardi di euro in banda larga.
Una nota di rosea speranza dopo l'oscurantismo berlusconiano e una punta di innato pessimismo dopo un ventennio di... vuoto cosmico governativo.
Rimaneva da dire, ai tempi, vabbé... vediamo. Ora stiamo vedendo.
Di ieri è la notizia che il ritardo sull'installazione della banda larga italiana ci sta costando 1,5 punti di pil.
Avevamo tutti capito perchè l'ex-premier ha investito sul digitale terrestre anziché sulla rete: capito e pagato. Non capisco perché l'attuale governo, con il preciso mandato di risollevarci dalla crisi e rilanciare l'economia prosegua questa politica recessionista, è impossibile non pensar male.
È impossibile pensare che uno come Monti non sappia che per guadagnare bisogna spendere, che non sappia che le nostre aziende sono svantaggiate nel mercato mondiale con una rete più lenta e che non immagini che, ad un intero popolo che passa la giornata davanti al monitor aspettando che la schermata del browser si carichi ne rimane di tempo per mandare accidenti
l'enciclopedia britannica lascia la carta
Esattamente come per i dinosauri: quindici anni fa internet gli ha sparato, il segnale ha viaggiato in lungo e in largo su questo corpo mastodontico e ora ha raggiunto il cervello.
L'enciclopedia britannica si è accorta di essere morta, ma bada bene, non perché è logicamente morta, strutturalmente morta, concettualmente morta, come capirebbe ogni bambino digitale nativo se gli chiedete ma tu le ricerche le fai su wiki o sull'enciclopedia? (questo vi risponde nel 95% dei casi nell'enciclopechè?)
Se ne è accorta perché del 15% di entrate dalla "vendita" delle enciclopedie solo l'uno per cento veniva dalla carta. Arrivato il 2012, momento di ristampare, uno qualche domanda se la fa: più di trenta chili di carta a 1000 euro che due anni dopo saranno ristampati. Uno qualche domanda se la fa, abituati, come siamo, che gli upgrade sono compresi nell'acquisto e vengono fatti di notte direttamente dalla ditta fornitrice. L'Amazzonia che arretra, i soldi che diminuiscono (la versione on-line fa 50 euro l'anno, 30 kili di carta fanno 20 anni di abbonamento), la consultabilità ovunque (prova a portarti a scuola 30kg di libri!) e... l'ad auctoritatem!
Ciò che hanno perso sopra tutto, gli amici della britannica che si aggiornano con quindici anni di ritardo e proclamano la notizia come se fosse un fatto positivo, è il principio di autorità . 4000 esperti che dovrebbero, secondo una linea editoriale, decidere cosa è vero e cosa è falso. Non voglio certo pensare che qualcuno possa così subdolamente manipolare la realtà ; dico solo che... qualcuno, in questo modo, avrebbe potuto farlo. Cosa molto più difficile ora che han preso piede le *pedie a costruzione collettiva. Con tutte le loro difficoltà , con tutte le problematiche nuove che hanno introdotto, sono al presente la forma migliore in assoluto per descrivere una conoscenza strutturata.
Siamo andati un passo avanti con l'organizzazione collettiva della conoscenza, non l'ultimo certamente, e il fatto che qualcuno si sia accorto che un pdf è meno ingombrante e meglio vendibile di 30kg di carta non fa notizia. L'enciclopedia britannica, tutte le enciclopedie topdown non hanno più nulla da raccontare; la loro sopravvivenza è legata all'inerzia, trasferirsi in digitale è un po' come dire che il segnale è arrivato al collo: non è indice di adattamento ai tempi, è un preannuncio di decesso.
strada giusta per il nuovo governo: 1,3 miliardi in banda larga
Quando scesero in piazza gli indignados (e forse sono ancora lì...) una delle cose più buffe era che, intervistati, avevano grosse difficoltà a spiegare il motivo per cui lo facevano, ma nessuna difficoltà a spiegare che andava fatto!
La cosa va presa per quello che è: è gente che avverte un disagio, non lo capisce, men che meno lo sa spiegare, ma ma è sicura di non volerci convivere. Io, allora come adesso, sono prudente a parlare di complotti, massoni, banche e lobby, almeno fintanto che ci sono cazzate mastodontiche per cui indignarsi, scendere in strada e spaccare tutto.
Ti ricordi quegli 800 milioni che Tremonti due volte ha destinato e tolto alla banda larga? La mattina dopo la notizia del ritiro dell'investimento, Tremonti avrebbe dovuto trovarsi la casa ribaltata, e invece nulla.
Guarda che non è campanilismo internettiano, l'Italia è indietro con la connettività veloce, tanti italiani non hanno la connessione e troppi non la vogliono; la ricaduta è tremendamente costosa, non sto a spiegarti i motivi (nostre aziende meno concorrenziali, maggior costo per la posta e per il trasporto dei dati fisici, digitalizzazione della PA molto più difficile e così via) e nessuno ha mai fatto nulla... non esageriamo: diciamo mai fatto abbastanza. C'è anche un aspetto ancora più grave.
Il giochino di servizio pubblico di Santoro mi fa pensare che ci sia anche della premeditazione: se un patacca qualsiasi con un sito e un po' di streaming può arrivar a fare concorrenza agli strilloni del capo, è chiaro che il capo sta di braccino corto, così di fatto l'informazione rimane strumentalmente sui media monodirezionali e a noi ci viene tolta (diciamo infinitamente abbassata) la possibilità di dire la nostra. Ma ora ho sentito che il capo vuol aprire una web-tv, forse ci sono speranze (ci troveremo la pubblicità direttamente sul browser).
Invece due giorni fa leggo questa notizia: Sud, per la banda larga 1,3 miliardi. Finanziamenti europei. In Italia i soldi non ci sono? Che problema c'è: se il progetto è buono ce li mette l'Europa. Non è che siamo arrivati in fondo per carità , ma finalmente una notizia per cui gioire. Lo so, lo so, mancano ancora due passaggi: (1) che i proclami diventino fatti, (2) che i soldi non se li intaschino le persone sbagliate e vorrei anche aggiungere che non è che al nord (centro) la disponibilità di banda sia così... abbondante. Per carità , di mattina navighi che è una meraviglia, ma guardarsi un po' di streaming la sera è un delirio. Ma visto che c'è calma piatta all'orizzonte, prendo questo proclama sussurrato come un motivo per sperare al meglio. Dopodichè ritorno in apnea ad aspettare ansioso.
[ricordo a lor signori ministri che in un mondo fatto bene indirizzo email sicuro e accesso alla rete devono diventare un diritto per ogni cittadino garantito alla nascita dalla Costituzione e che l'accesso deve essere OVUNQUE e deve essere GRATIS: INTERNET GRATIS OVUNQUE. Fate questo e non avrete vissuto inutilmente]
ebook reader è arrivato il momento di dire te l'avevo detto!
Salve, sono il fortunato possessore di un ebook reader, iRex Iliad, da circa quattro anni.
Da che ce l'ho e ne parlo è un continuo di:
- costa molto
- vuoi mettere la carta, l'oggetto, l'odore, la sensazione fisica
- mi piace collezionare libri
- è una moda temporanea al libro non si potrà mai rinunciare
- ...
vedrai, vedrai, vedrai...
Ecco, sono passati quasi quattro anni. Ho visto. Ed è arrivata per me l'ora di dire a tutti i miei passati, presenti e futuri detrattori un sonoro te l'avevo detto!
L'Iliad mi è costato 600euro circa. Ogni anno ho letto in media 60 libri, tra classici, manuali, riviste scientifiche, materiale professionale. Fanno un totale di 240 libri (che credo di non aver letto in tutto il resto della mia vita!) e, supponendo un costo medio di 10 euro a testo, nel frattempo ho risparmiato/guadagnato:
- 2400 - 600 = 1800 euro
- la carta che sarebbe servita a fare le mie copie, la lavorazione e il trasporto dell'oggetto fisico
- il tempo che ho impiegato costruttivamente potendo avere sempre con me i libri che avrei potuto voler leggere
- ho letto (quindi imparato!) molto di più
Per cui gentilmente, cari amici passatisti con la vostra passione per la carta*, il suo odore* e la sensazione tattile sulle dita*, spostatevi gentilmente a bordo carreggiata e lasciatemi sfrecciare verso il futuro.
*tutte passioni legittime per carità , ma perché non vi tenete un libro di carta qualsiasi in mano mentre leggete il vostro ebook?
la germania verso il futuro del nucleare: NESSUN futuro!
La notizia la conosci di sicuro: la Germania chiude con il nucleare entro il 2022. Mentre noi siamo guidati da un branco di imbecilli, il cui capo, il più imbecille di tutti, dichiara pubblicamente che sta per fottersene completamente del volere popolare per far entrare (?!?) il nostro paese nell'era del nucleare.
Questo è il quadro: ciò a cui i nostri finti politici veri beoti guardano con lacrimuccia come speranza per il futuro (e le pecore con loro), la Germania (paese economicamente trainante l'Europa) ha deciso di abbandonare. Siamo sempre un passo indietro.
La Renault fa uscire la Fluence ZE, vettura completamente elettrica a dei costi esorbitanti e condizioni esorbitanti, ma la fiat... cosa fa? La Duna? La nuova cinquecento?
L'Italia è il paese del futurismo (quello vero di Marinetti) e del netfuturismo (quello vero dei netfuturisti!). Quando è il momento di prendere decisioni importanti che fa: si gira a sentire il montone che grida capra! L'incapace che grida che le pala eoliche sono brutte e rovinano il paesaggio (come dire che le centrali nucleari lo decorano?)
L'esperto d'arte che ha dei canoni estetici vecchi come il papa, non è capace di guardare ai mulini giganti come occhi nuovi, non è capace di rinnovarsi, che si metta su una sedia a dondolo a guardare il tempo che passa. Solo io mi sono accorto che sulle nostre montagne non è possibile guardare un profilo senza scorgere un tale crocifisso?
Un po' di fantasia: uno crocifisso, un impiccato e un ghigliottinato. A turno. E invece no, il morto che troneggia sul panorama va bene, la pala eoliana che ci fornisce l'energia che ci serve per vivere ai 100 all'ora senza deturpare l'ambiente è brutta! Con che razza di idioti passatisti dobbiamo avere a che fare: meglio lo zombi dell'energia.
E invece a farci una ragionata piccola piccola, il cuore dell'italiano dovrebbe gonfiarsi di speranza. Sono cresciuto con un mantra nell'orecchio: nell'era in cui la risorsa è il petrolio, l'Italia (che ne ha poco) non vale un cazzo. Quando l'avevamo, nelle colonie, non valeva un cazzo il petrolio. Ma ora le cose sono cambiate: ora la risorsa è il mare, il sole e il vento: vi ricorda qualcosa? Viviamo su un enorme dito medio proiettato sul mar mediterraneo! Un dito medio a chi dice che bisogna lavorare 12 ore al giorno, che il sacrificio è necessario, che è tempo di crisi, che dobbiamo stringere la cinghia. L'Italia ha già tutto quello che serve per diventare il maggior esportatore di energia del mondo e invece noi siamo ancora qua ad adorare morti e ad ascoltare moribondi.
internet, acqua e aria gratis per tutti
Di ritorno dalla vacanza a Berlino, in un hotel che non forniva l'accesso alla rete gratuitamente e con un contratto telefonico i cui costi di connessione all'estero sono da sguardo di bambola di gomma,
elaboro un tao: in una società abbastanza evoluta culturalmente, i beni primari devono essere garantiti.
Su quali siano i beni primari uno può non essere d'accordo: la sanità , la prima casa o il lavoro. Se uno ha il lavoro poi con ciò che guadagna, si può procurare quello che vuole, incluso un accesso alla rete, l'acqua e l'aria.
Per come sta derivando l'economia sociale, credo invece che sia necessario affermare bisogni più essenziali. Assodato che la sopravvivenza dell'individuo è di pari importanza della sopravvivenza della socialità , i tre grandi beni che devono essere distribuiti e garantiti a tutti senza nessuna spesa per il fruitore, sono internet, l'acqua e l'aria. Dal punto di vista economico, i guadagni rientreranno per altra via, è evidente.
Dal punto di vista etico... è un dovere
Lo so, lo, neanch'io mai avrei immaginato di arrivare al punto in cui si deve asserire che l'aria deve essere garantita a tutti gratuitamente, ma dopo aver visto che per l'acqua non è più così e che sembra legittimo che non lo sia, è meglio mettere le mani avanti adesso. Se vedete in vendita la prima bomboletta d'aria da respiro, distruggetela, fate la rivoluzione, perché con l'acqua è cominciata così.
Della vendita dell'acqua non ci stupiamo più, eppure siamo fatti per la maggior parte d'acqua (il che fa di noi un valore commerciabile?) e ci è stato insegnato sin da piccolissimi che dove c'è acqua c'è vitae tutte quelle menate lì... è in arrivo il referendum, mettiamo a posto almeno questa cosa qui.
Se siamo fatti per la maggior parte d'acqua, il resto che cos'é? É desiderio e necessità di comunicazione: è socialità : l'uomo è fatto per il 60% d'acqua e per il 40% di socialità . Non nella società del futuro (il tempo e lo spazio morirono ieri), ma in quella di qualche anno fa, la disponibilità di comunicare tutti con tutti immediatamente e gratuitamente esisteva già , per cui deve essere garantita. Se in futuro questa possibilità sarà migliorata, allora a maggior ragione che sia messa a disposizione di tutti. Più velocemente circolano le idee, i pensieri, le informazioni e più velocemente le scambiamo, più velocemente riusciremo infine a diventare un agglomerato civile di persone civili.
che succede in giappone: un disastro, niente o la tre?
Impossibile farsene un'idea. Fino a qualche giorno fa credevo fosse colpa mia: ascolto le notizie distrattamente, non memorizzo i dati e mi sembrano contradditori. Ieri la bomba: in mattinata sento che il costo della ricostruzione è stimato ...attorno al miliardo di dollari e in serata attorno ai 250 miliardi. Continuo a diffidare delle mie orecchie (ho capito male?!?) e della mia memoria (ricordo male?!?) e mi siedo davanti al computer per risolvere l'arcano: secondo tiscali ci sono danni per 1,2 miliardi di dollari (nulla di che, tranquilli ragazzi: offro io!), secondo lettera43 ce ne vogliono 180 miliardi, forse nel lungo termine 1000, più tutte le varie possibilità nel mezzo.
Per non rischiare di passare per venale, ci tengo a sottolineare che non è tanto che vorrei parlar di soldi, tanto alla fine... qualcuno pagherà , ma notare e far notare una volta in più in che selva di informazioni contradditorie siamo immersi. Ricordo anche il giorno in cui successe il fatto, qualcuno OSO' dichiarare 'fino a questo momento un morto accertato' e già circolavano le immagini del mare di fango: ti veniva da pensare che se non fosse stato per quel guastafeste, un giro con il mudsurf te lo saresti fatto volentieri anche tu.
Non rimane che fare una solenne promessa: per chi fa informazione, di verificare meglio le fonti e prima di scrivere una cazzata contare fino a tre...nta; per chi si informa, di verificare almeno tre fonti. Quando toglieranno gli onomastici e dovremo riscrivere il calendario delle feste aggiungeremo il 22 marzo 2011 festa dell'informazione corretta, così... per ricordarcelo.
Tokyo meno radioattiva di Roma: solita figura di merda!
Secondo ANSA, gli esperti italiani (che vorrebbe dire esperti poi, boh...) in trasferta a Tokio hanno rilevato una radiazione ambientale sei volte inferiore a quella di Roma: 0,04 microSv/h a Tokio contro i 0,25 microSv/h di Roma.
Per dirla in altre parole: attorno ai nostri "esperti" la radiazione cosmica svanisce, il radon si inchina e se ne va. Altro che cactus da mettere di fianco ai monitor: bisogna affittare un "esperto" della protezione civile per vedersi sparire attorno il fondo ambientale.
Per dirla coi numeri, il fondo ambientale tipico a Tokio è di circa 0,2 microSv/h (non di molto diverso da quello di Roma) e in questo periodo ha registrato poche, piccole, ma significative variazioni che di certo non devono creare allarmismi (a Tokio!). Ma d'altro canto non ci si può nemmeno illudere che né un evento catastrofico su una centrale nucleare, né i nostri esperti della protezione civile possano ridurre le radiazioni che normalmente, inevitabilmente, naturalmente sono presenti in tutto il mondo.
Nota Tecnica: stabilire il fondo in una città non è cosa che si possa fare con una singola misura in un singolo punto. Per valori di ratei di dose così bassi, può influire il materiale circostante, fluttuazioni statistiche, la zona della città stessa, periodi dell'anno, ... Non dubito che i nostri esperti sui loro taratissimi apparecchi abbiano letto il valore di 0,04 microSv/h, dubito che possano averlo riferito come dato significativo confrontandolo con i valori romani. L'unico significato che si può attribuire ad una lettura del genere è che (1) non ci sono cause sistematiche che spostino il valore di rateo di dose dal fondo, (2) è ora di far ricalibrare l'apparecchio, o perlomeno cambiare le pile!
giusto Ferrara: calma sul nucleare
D'accordissimo. E in effetti al referendum del 1987 ho votato calmissimamente contro. Così come sono stato sereno dopo averlo fatto. Calmo e sereno. Sono calmo ancora adesso in prospettiva di tornare calmamente a votare contro il nucleare a giugno, così come sono serenamente calmo al pensiero che tutta l'Italia che serve, che basta e che ci tiene avrà la stessa calma e pazienza di tornare due volte al voto per garantirsi un futuro.
Invece mi ha fatto ruotare vorticosamente le palle un governo che ha ripreso in mano il tema nucleare, sapendo di avere un pregresso come il referendum - voto popolare, sapendolo e fottendosene. Mi fa incazzare un governo che si fotte del parere del popolo. Mi dirai che il popolo è stupido e su questi temi non ha voce. Sono quegli stupidi che ti hanno votato, per questo non dovrei fidarmi di te? Mi fa enormemente incazzare che dopo che un popolo ti dice di no, tu te ne fotti: ma chi cazzo sei? E infine, non ci vedo più quando a fronte dei piccoli incidenti nucleari che capitano in tutto il mondo tutti gli anni, mi dici cosa vuoi che sia, e ora che siamo davanti al rischio del più grande disastro ecologico della storia dell'umanità , mi dici di stare calmo. Coglione: questa non è calma, è omertà ! Se non è ora che faccio sentire la mia voce e mi sbatto per fare tutto quello che è in mio potere per impedire che anche noi ci mettiamo nelle condizioni di correre il rischio di un evento come quello che sta coinvolgendo il Giappone, se non lo faccio ora, quando lo faccio? Quando i miei nipoti mi chiederanno 'ma nonno, quando rovinavano così il mondo, tu che cosa hai fatto?' Mi crederanno quando gli risponderò: 'sono stato calmo'?




