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si, ministro cancellieri: io VOGLIO il posto fisso VICINO a casa
Voglio un lavoro strapagato, con un orario flessibile mooolto contenuto, e molte altre santissime cose; perché VOI non siete capaci di strutturare un mondo del lavoro ove la gente cerca ciò che gli piace, ma preferite adorare questo dove la gente è costretta a fare quello che deve. E addiriturra, se quello che deve è spiacevole, è un valore: nobilita il lavoro!
Vi siete inventati un mondo del lavoro fatto di sacrifici, fatto di incertezze, rinunce, adesso addirittura... abbandoni? Parlate del desiderio di lavorare vicino a casa, vicino alla propria famiglia, come se fosse una debolezza. Poi però chi li accudisce i genitori anziani o, viceversa, chi bada i figli quando devi andare ada abitare lontano dai genitori?
Riesco ad immaginare come questa frase che ha fatto il giro d'Italia in 24 ore sia stata probabilmente estrapolata da un discorso ben più ampio; immagino che si sia semplicemente riferita al fatto che se sacrifici debbono essere fatti, che questi sacrifici si facciano.
Ok, but...
Colgo l'occasione per combattere con tutta la forza mediatica che questo sito mi consente, l'immagine del lavoro che vorreste propinarci: il lavoro NON É un sacrificio necessario alla sopravvivenza. Il lavoro è quella piacevolissima attività che ci permette di realizzarci socialmente come individui e di lasciare immortale al futuro una parte di noi, sia essa un bene o un servizio.
Il vostro dovere è quello di garantirci questo. Vi pago, vi paghiamo per questo. Per rendermi, per renderci persone felici.
Ora... se lei mi vuol dire che in queste condizioni non ci riesce, che c'è bisogno di anni prima di recuperare gli sperperi del re trombone, che questa economia di mmerda alla quale, nonostante tutto, avete accondisceso, non riesce più a garantire completamente la nostra felicità , se è questo che sta cercando di dirci... le parole non sono bamboccioni, mammoni, pigroni, ma sono scusate, sono mortificata di non poter fare meglio, ma se avrete la sufficiente pazienza, vedrete nel tempo ci riusciremo.
Di fronte ad una frase del genere, sono sicuro che il popolo italiano allargherà ancora un po' le natiche; d'altro canto ha taciuto di fronte alle estrosità del precedente imperatore senza vergogna (qualcuno lo ha anche sostenuto), per cui ha ancora quei sensi di colpa necessari al giusto spirito masochistico di sopportare un governo di (forse abili) contabili, ma incapaci nel gestire la comunicazione.
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