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italia un'immensa gommolandia
Una tendenza che trovo sempre più diffusa fino al maniacale è quella di trasformare ogni aspetto della vita sociale ed individuale in un qualcosa-a-prova-di-idiota in due direzioni: le procedure e la sicurezza. Le prime dovrebbero essere una serie di istruzioni computer-like che mettono chiunque sia capace di leggerle e interpretarle in grado di portare a termine un compito con rischio di fallimento zero, la seconda è la pia speranza di creare un mondo di gomma e senza spigoli dove, se fai un incidente, al peggio rimbalzi.
Sono entrambi tentativi nobili se non portati all'estremizzazione come sta succedendo in questi anni. Sai che è stabilito per legge che ogni prodotto deve essere venduto con le indicazioni d'uso nella tua lingua? Bene per un cellulare o al più un televisore, ma quando leggi sulla bustina di noccioline tostate 'aprire e consumare', non cominci a sentirti preso per il culo?
Bene che il Comune sia responsabile se tiene male strade e alberi causando incidenti, ma se inciampi da un marciapiede e caschi non è colpa di nessun altro oltre che tua: devi stare più attento!
Le signore procedure a prova di idiota e le signore indicazioni di sicurezza in stile gommoso dimenticano che alla fine sono persone a doverle mettere in atto e che la nostra soglia di attenzione non è costante, ma è più o meno alta a seconda della pericolosità percepita. Un distratto, ad esempio, sarà sempre un po' meno attento di quello richiesto e un prudente sempre un po' di più: non bisogna rendere le cose più sicure (oltre un certo limite, si intende), ma il distratto meno... distratto!
E' vero che molte cose sono state saggiamente messe in sicurezza e che altre devono essere ancora migliorate, ma vorrei che cominciassi a pensare che non solo c'è un limite oltre il quale non spingersi, ma che è opportuno lasciare all'interno dei P.A.U. (Percorsi Aziendali Ultrasicuri) delle piccole trappole che ti spruzzano inchiostro o rilasciano piccole scossette di basso amperaggio, così... solo per mantenerti viva l'attenzione. Ricordo il detto fai un computer a prova di idiota e solo un idiota lo userà, mi sono convinto che intendesse dire che se una persona normale usa quotidianamente un computer a prova di idiota, con il tempo, idiota ci diventa.
Sai come mi è venuto in mente tutto questo? Pensavo che fosse una malattia tutta occidentale, un modo per mantenere viva l'economia in un'epoca in cui, non avendo più bisogno di nulla, ci costringiamo a comprare certificatori, qualificatori e così via... un modo per creare lavoro dal nulla. Invece ho scoperto che è una malattia tutta italiana. Vedi la foto? Quello è il centro di un parco giochi per bimbi a Bregenz, Austria. Al centro non ci sono gommosoni, al centro ci sono rocce e i bambini giocano ad arrampicarvisi.
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