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proteste pacifiche, queste sopravvalutate
Ciò che segue ai fatti del 15 ottobre 2011 romano è il solito teatro di denigrazione degli atti violenti di pochi (ma sempre di più) e il completo disinteresse alla protesta dei più.
In realtà le questioni che non riesco a mandare giù son ben altre: la retorica della violenza mai! Persino io, che sono un pacifista oltranzista e se vogliamo anche un po' un codardo, capisco che esistono situazioni in cui la violenza è necessaria! Ciò che si può dire della violenza è che sia l'ultimo strumento di risoluzione del conflitto. Ah, magari fosse sempre così. La nostra società è basata sulla violenza, la nostra (vostra) religione è basata sulla violenza. Vien da dire: adesso basta.
Però l'escalation c'è stata. Prima le contestazioni inascoltate, poi le proteste pacifiche inascoltate e ora (a partire, se vogliamo, dal dicembre 2010) una blanda sezione dei protestanti si lascia andare in atti violenti. Dimmi tu: se li vogliam lasciare inascoltati, o se li vogliamo delegittimare, la prossima volta saranno ancora di più. Il passo dopo è la rivoluzione.
In tutti questi passaggi, la vera violenza sta nella ripetizione della parola inascoltata. Se esiste una classe dirigente conservatrice (e se io fossi un dirigente, forse vorrei essere conservatore anch'io!), sistemare le cose come mi piace e fare in modo che rimangano così sarebbe nei miei interessi. Quindi: 1. modifico le cose a mio piacimento, 2. la gente scende in piazza e protesta, 3. i netturbini il giorno dopo puliscono, 4. torna al punto uno. E' un ciclo pulito, dove nessuno si fa male, sono tutti buoni, ma il numero di indigenti cresce. Come fai a pensare che alla lunga gli indigenti non cambino retorica!
A dicembre si parlava di qualche centinaio, ora di qualche migliaio: solo io vedo l'estendersi del fenomeno? Se non vogliamo guardarlo per quello che è, non può che degenerare. Preferirei che al capitalismo si trovasse una soluzione pacificamente, ed è il motivo per cui ragiono su questa rubrica, ma se non si ascoltano le proteste al più presto e non si trovano soluzioni, il numero di protestanti violenti non può che aumentare.
Poi c'è il coro unanime dei media ripete che pochi violenti hanno fatto passare in secondo piano molti pacifici: via al filmato! Venti minuti di tg sugli scontri e nessuno che ricordi i motivi della protesta delle altre centinaia di migliaia, tutti a dire che il peggio che fanno pochi facinorosi è attirare l'attenzione su di sè e far dimenticare gli altri, di fatto contribuendo scandalizzati a questa farsa. Così come sto facendo io ora, se non fosse che, in questa stessa rubrica, da anni sostengo che l'economia monetocentrica è sbagliata ed è ora di pensare ad un'altra soluzione. Vedere che intere masse ne stanno acquisendo coscienza mi fa molto piacere, magari il cambiamento fosse pacifico, mi farebbe ancora più piacere, ma sia ben chiaro: questo non dipende da chi protesta per strada, ma da chi non ascolta dal palazzo.
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