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indignados e viola: che succede dopo la protesta?

enrico
26 articoli.

fantozzi guida la rivolta in sala mensaTra le critiche e il fanatismo vorrei ragionare un po' sui grandi movimenti di protesta che stanno percorrendo trasversalmente tutto il capitalismo contemporaneo.

Il capitalismo è socialmente errato e questo è più o meno scritto dappertutto su questo sito. L'errore è talmente insito nel sistema che vagamente lo si percepisce, lascia un lieve fastidio dietro l'orecchio, ma niente altro. Poi è arrivata l'indigenza; con l'indigenza non ci sono grossi meriti a protestare: c'è la fame. Viene da dire perchè protesti ora? Quando il capitalismo (sbagliato) ti riempiva la pancia andava tutto bene, in realtà ora non stai protestando contro il capitalismo, ma contro l'indigenza. Scusa... mi correggo, perché l'indigenza c'era anche prima, lontana però. Ora stai protestando contro la TUA indigenza.

Con un briciolo di ottimismo mi vien lo stesso da guardare questi movimenti di protesta in positivo: almeno ora qualcosa si muove; fino al Grande Fratello 9 sembrava tutto normale. Sfortunatamente mancano le giuste motivazioni. Uno dei motivi di critica più forte durante le prime agitazioni degli indignados (saltando a piedi pari i vari se non ora quando e popoli viola... i grillini, che ormai hanno fatto il salto della barricata, per la precisione i viola protestavano contro l'ex premier e hanno ottenuto il risultato sperato) era che gli indignati sapevano contro cosa protestare (sistema economico fallato, banche egemoni, governi compiacenti), ma non sapevano cosa proporre in sostituzione. Lo ridico: sono scesi in piazza a piangere perché sentivano i morsi della fame senza sapere dove la mamma teneva il biberon.

Ho continuato a vedere la cosa con ottimismo perché prima si intuisce il problema, poi lo si capisce e dopo, soltanto dopo, si cerca la soluzione. Gli indignados stavano manifestando la fase uno: intuizione del problema. Ma poi? Mi sono dimenticato (non ragionavo in quel momento) del fatto che il sistema massmediatico contemporaneo, come dice giustamente il Saggio, è autofagocitante: in pratica l'atto di protesta stesso diventa utile al mantenimento dello status quo. Vorrei saperlo spiegare meglio, ma non serve. Guardati la seconda puntata di Black Mirror, ti lascio qui sotto il link della scena madre (se vuoi vederlo integralmente evita lo spoiler); dal minuto 6:00 puoi vedere l'abilità del sistema massmediatico che nutre il capitalismo come la protesta venga ingoiata e perfettamente inglobata nel sistema, dopodichè... sparisce nel nulla, anzi sparisce nel tutto.

 

La conferma mi arriva dai vari gruppi facebook: un miscuglio di complottismo e di proposte di soluzioni che, alla fine, sono isomorfe al capitalismo: nulla che risolva veramente.

Lo dico per tutti gli indignados e vari protestanti contemporanei: il danno che si trascina un sistema a scambio di beni e servizi monetario è isomorfo (perfettamente trasportabile!) in un sistema dove la moneta è sostituita con carte elettroniche, punti e persino il baratto. Nota che siete talmente intrisi nel capitalismo da non avere più neanche la fantasia di immaginare un mondo senza intermediazione tra beni e servizi. Per cui, indignados di tutto il mondo... Esercizio: prova ad immaginare un mondo senza soldi, come sarebbe e come bisognerebbe fare per traghettarvici il sistema capitalistico contemporaneo. Suggerimento: la soluzione esiste, eccome!

[visto che è per quelli di tutto il mondo... exercise: try to imagine a completely moneyless world, how it'd be and how is possible to transform the contemporary capitalistic society to it. hint: solution does exists!]

Per quelli che insistono a dire che è un utopia rispondo, come al solito, che l'utopia è un sogno irrealizzabile per i pavidi e un'ambizione non negoziabile per gli audaci: tu sei un pavido o un audace?

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