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il valore e il costo

enrico
26 articoli.

il valore e il costo della benzinaCosa sono i soldi? Almeno come prima concezione, un rimando temporale, spaziale e personale alla restituzione di un bene o servizio fornito.

Io cedo delle scarpe che ho fatto io al fornaio, ma non ho bisogno di pane, così mi dà un foglio che dice che, socialmente, ho fatto un lavoro che ha un valore e che quel valore lo potrò riscuotere altrove, in un altro momento e da un'altra persona, in cambio di altro. E magari quell'altra persona avrà bisogno di pane e il ciclo si chiude.

All'inizio poteva essere così. Il concetto sano poteva essere questo. Ma con il tempo, i soldi sono diventati il valore che rappresentano. Possedere dei soldi non significa più poter possedere delle cose, ma possedere la cosa più importante di tutti, ovvero la possibilità di averla. I soldi non sono più un niente in divenire, ma sono qualcosa che può essere comprato e venduto, qualcosa su cui si può scommettere e qualcosa per cui val la pena vivere. L'idea, ottima in partenza, si è trasformata in un errore catastrofico.

Anche questo lo si poteva intuire per tempo, ma forse chi aveva la testa per farlo, non aveva l'interesse di farlo. Ad esempio, quando ti accorgi che per stabilire il prezzo di un bene, devi applicare una legge che è legata alla domanda e all'offerta. Cioé lo stesso bene, prodotto nelle stesse condizioni, anche dalle stesse persone (e che quindi senza dubbio ha lo stesso valore!) a seconda di quanto ne metto sul mercato, ha valore diverso, a seconda di quanto la gente ne ha bisogno ha valore diverso. Un mercato così fatto è facilmente manipolabile e strumentalizzabile. Il primo che scoprì la legge della domanda e dell'offerta, con un briciolo di onestà, avrebbe dovuto urlare 'fermi tutti! Qui c'è qualcosa che non va: fermiamo la partita, ridecidiamo le regole e ricominciamo'. Perché è vero, questa legge ha senso in questa economia, ma è anche vero che, oltre ad essere molto pericolosa (e in questi giorni anche quasi fatale) è una cosa che non ha nessun senso dal punto di vista umano.

Vediamola per un secondo in un'ottica oneach (perfetta equivalenza tra gli individui), il valore di un bene è determinato dalla quantità di ore necessario a produrlo più il valore delle materie prime. In pratica, al posto del costo di un bene in valuta, potrei esprimere il valore in somma tra il costo delle materie prime (in valuta, diciamo per territorialità, euro €) e il numero di ore*uomo (diciamo hm). Ehi, ma... un muratore ci mette un'ora a fare un muro e un medico dieci e lo fa anche male, vuol dire che il muro del muratore vale dieci volte di meno? Già, il punto è che questa regoletta applicata al nostro attuale mercato causa questi effetti paradossali e devastanti, ovvero: nel nostro attuale mercato una regola giusta è inapplicabile.

Un altro passettino.

Applicando questo ragionamento alle materie prime usate per fare il bene, anche queste, avranno un valore esprimibile in valuta più ore uomo, fino alle materie prime prime, ovvero estratte direttamente dalla natura, il cui valore in materie prime, ovvero valuta, è nullo, e che varranno solo ore uomo. Se questo valore venisse trasferito lungo tutta la catena produttiva, tutti i beni e servizi potrebbero essere quantificati in ore uomo. Teoricamente.

Teoricamente un bene o un servizio di cui abbiamo bisogno è dato da materie prime che fornisce il mondo e da ore impiegate da persone per trasformare quelle materie prime nel bene o servizio: natura+ore*uomo.

In un antropeconomia si potrebbero utilizzare anziché i soldi, il tempo di lavoro, per scambiare beni, ma voglio mettere le mani avanti, come siamo riusciti a distorcere il significato del denaro per interessi personali, arriveremmo a distorcere anche quello del tempo e gli effetti, ne sono sicuro, sarebbero ben più devastanti.

Questo ragionamento è qui illustrato per un solo motivo: per ricordarti che alla fine il tuo tempo, ovvero la tua vita, vale e costa ciò che fai, ciò che sai e quindi ciò che sei, il denaro invece non conta un cazzo.

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